mercoledì 4 agosto 2010

C'è crisi e crisi


In questo periodo anche in Australia, come in Banania, c'è una crisi politica.
Come dite? Ah sì, giusto, in Banania non c'è nessuna crisi..

Allora inizio così:

Nonostante l'inverno, sono mesi caldi per la politica australiana.

A fine giugno infatti c'è stato l'inciucio.
Kevin Rudd, Primo Ministro laburista eletto nel 2007, ha subìto un amutinamento da parte del suo Partito. Meno di 48 ore dopo l'Australia si è ritrovata con il primo Primo Ministro donna della sua storia: Julia Gillard, classe 1961.

Kevin Rudd è stato abbandonato dai suoi a seguito di due scelte impopolari: l'annuncio dell'introduzione di una sorta di super tassa da applicare alle compagnie minerarie, e l'idea di una "Grande Australia" per il 2050.

Il primario, con l'astrazione di minerali, metalli e carbone, e la loro esportazione, è una solidissima locomotrice economica per tutto il paese. Tale che la crisi finanziaria che ha colpito gli Stati Uniti e l'Europa, qua ha solo scalfito i conti del paese, che conta sempre di più sul mercato orientale, con la Cina assetata di risorse.
Lo spauracchio di una super tassa che avrebbe fatto scappare gli investitori e reso meno competitivo il Paese, ha agitato gli animi di tutti. La tv è stata invasa da spot pubblicitari commissionati dalla confindustria australiana, chiamiamola così, atti ha spargere il panico tra la popolazione, minacciando una ricaduta sulla qualità della vita di tutta la comunità, se il progetto di Rudd fosse andato in porto.

L'immigrazione in questo paese è una fonte di ricchezza da sempre sfruttata, e da sempre pianificata e tenuta sotto controllo. Basti pensare che la sola presenza di studenti stranieri nel paese, fornisce allo Stato la quarta voce degli introiti in assoluto.
Agli studenti stranieri, per esempio, è assegnato un codice fiscale e con quello è concesso di lavorare part-time. Ovviamente la maggior parte di questa marea di studenti ne approfitta. Quindi lavora, produce, paga le tasse, e spende i soldi nei weekend per divertirsi.
E' un giro d'affari immenso. E si parla solo di studenti.
Tutto il capitolo immigrazione è importantissimo ed indissolubilmente legato alla storia del Paese.
Un australiano su quattro non è nato in Australia, e uno su tre ha genitori che non sono nati in Australia.
Detto questo il popolo del Down Under è comunque inorridito quando Kevin Rudd ha espresso la sua visione di una Grande Australia per il 2050, con una popolazione intorno ai 40 milioni di individui (praticamente il doppio della popolazione attuale). Apriti cielo!
E dove li mettiamo? (domanda sciocca)
E come faremo mai a mantere il nostro tenore di vita? (domanda sensata, in effetti)

Non saprei raccontare dei precendenti, ma con queste ultime due idee, Rudd si è giocato il posto di Primo Ministro.
Come detto in un lampo gli australiani hanno avuto un nuovo Leader, e la Gillard si è affrettata a dire che la super tassa non è più in programma e che lei lavorerà per una "Australia Sostenibile" anzichè Grande.
Fatto questo, il 17 luglio ha promesso ai cittadini che sarebbero andati al voto. Quando? Il 21 agosto.

Manca quindi ormai poco per sapere se la prima donna a capo del Paese sarà confermata dal volere del popolo, o se questo voterà per tornare a destra, dove tale Tony Abbott, classe 1957, nato a Londra, promette tra le altre cose di ridurre al minimo le concessioni dei visti a studenti e lavoratori stranieri, lui, straniero, cavalcando lo spauracchio della grande australia, facendo finta di non sapere le ripercussioni economiche che potrebbe portare una tale scelta.

Ho visto l'opuscolo informativo per votare.
Imparo dunque che si voterà sabato 21 agosto, dalle 8 alle 18, non un minuto di più, non uno di meno.
Che votare è un obbligo.
Che si può votare al proprio seggio, ma anche in qualsiasi altro seggio del proprio Stato.
Che se si sbaglia la compilazione, si puo' chiedere un'altra scheda elettorale.
Che se non si sara' nel proprio Stato, si potra' votare nell'apposito "seggio interstatale". Ma che si puo' votare anche in anticipo nell'apposito "seggio per votare in anticipo", o via posta.
Che se si sara' in un altro continente. si potra' votare all'Ambasciata, ma anche usando il "seggio per votare in anticipo", o via posta.
Che se si e' in una zona remota dello Stato, si puo' votare incontrando i "Team per le zone remote" che viaggiano per le zone remote degli Stati.
Che se si e' in ospedale, si puo' votare incontrando i "Team per chi è in ospedale" che fanno i giri degli ospedali.
Che se si e' in carcere e si sconta una pena non superiore a 3 anni, si puo' votare via posta o via cellulare.
Che se si e' disabili, si deve controllare il sito web per sapere quali sono i seggi attrazzati.
Che per la Camera dei Rappresentanti si deve esprime una preferenza assegnando a tutti i candidati un numero da 1 a quanti sono i candidati.
Che per il Senato si puo' segliere solo il Partito, o assegnare una preferenza a tutti i candidati del Partito scelto cn un numero da 1 a quanto sono i nominativi.

Quindi, ricapitolando, il 24 giugno c'è stata la sfiducia a Rudd, il giorno dopo hanno eletto il nuovo Primo Ministro, il 17 luglio hanno indetto le elezioni per il 21 agosto.. Direi che per i primi di settembre ci sarà un nuovo governo già operante.
Vi aggiornerò tra i commenti di questo post.

Voi invece, non aggiornatemi sulla crisi (crisi, quale crisi?) che non succede di là, in Banania.

6 commenti:

F ha detto...

Oggi si vota!
Ovviamente tutti i canali televisivi si preparano a dare le prime proiezioni ed i sondaggi si sprecano.
Se con Kevin Rudd i laburisti erano ampiamente in vantaggio, la Gillar ha fatto calare i consensi e sembra che i due candidati siano sul 50%!
Sia Gillar che Abbott sono ancora in tv a commentare la loro giornata in attesa del verdetto mentre i giornalisti analizzano ancora tutto ciò che è stato detto, le strategie, il linguaggio del corpo dei candidati.
Ovviamente di Par Condicio non se ne è parlato perchè le tv non sono in possesso dei politici e come detto non c'è nessun silenzio stampa imposto per "consentire ai cittadini di concentrarsi" come in banania. Parallelamente i politici che in questo mese sono stati interpellati sono stati soltanto 2: i 2 candidati. Tutti gli altri non esistono e a nessuno frega di sentire i loro commenti di parte.

Ho visto in tv le immagini di repertorio dei seggi e ho scoperto che i cittadini votano apertamente, uno accanto all'altra, separati giusto da un minuscolo separè come quelli degli uffici delle poste o delle banche.

F ha detto...

I seggi chiudevano alle 18 precise ed alle 20:15 c'è stato il primo discorso di circostranza del primo candidato ad essere stato sicuramente eletto in una circoscrizione del NSW.
Dopo di lui è stato un susseguirsi di interviste agli altri politici locali che man mano venivano eletti.
Ma il dramma è stato che contando i voti ai due grandi partiti, è stato chiaro, come da sondaggi, che si trattava di un testa a testa!
Sostanzialmente i laburisti hanno perso quel consenso schiacciante con cui Kevin Rudd aveva vinto nel 2007, ed ora, per la prima volta dal dopoguerra, non c'è una maggioranza certa!
Sia Gillar che Abbott trattano attualmente con i Verdi che hanno aciuffato 3 seggi in parlamento. Tre poltrone che potrebbero fare la differenza!
In tv non ci sono interviste ai politici ma agli esperti, e tutti sono molto contrariati dall'intenzione dei due maggiori partiti di voler governare con "l'ausilio di una minoranza che chiaramente non è stata eletta dagli australiani per governare".
Si invoca una nuova votazione o addirittura l'intervento del "Governatore Generale", l'uomo che rappresenta la Regina d'Inghilterra in Australia(ovviamente l'Australia fa ancora parte del Commonwelth britannico). Intervento accaduto solo una volta, nel 1975, a seguito dei problemi di una maggioranza eletta ma non più in grado di governare, e di una opposizione altrettanto bloccata.

Quanto tempo ci vorrà per arrivare ad una soluzione? Ci sono tutti gli ingredienti per trascinare la questione per almeno 2 anni come in banania. Sarà questo il caso?

F ha detto...

Gli incontri tra i partiti vanno avanti alla ricerca di una qualche intesa.
Sia la destra che la sinistra tentano di conquistare il consenso delle tre poltrone mancanti per essere una maggioranza.
Ovviamente destra e sinistra non hanno mai ipotizzato un accordo tra loro, dato le posizioni ed i programmi contrapposti.
L'opinione pubblica rimane concorde sulla possibilità di un'ulteriore voto.
Un'ora fa ho sentito che i verdi hanno firmato un patto con la Gillard.
Ma gli australiani vivono gli eventi talemente tanto senza pressione ed enfasi, che, essendo quella un'edizione volante del tg, non ho capito se la notizia, data in 10 secondi, implichi la formazione di una maggioranza o se ci sia ancora da lavorare.

Di certo gli australiani non si scompongono per una cosa del genere, ne ritengono necessaria un'edizione speciale del tg per dar spazio a dei politici che non soddisfano le esigenze del Paese.
Se ne riparlerà alle 18, nella consueta edizione serale.

F ha detto...

No.
Il governo è ancora da fare.

Ma mi correggo.
Mancavano 3 poltrone alla destra e 4 alla sinistra per raggiungere i 76 rappresentanti che sono la metà più uno dei posti in parlamento.

La sinistra ha appena firmato un'accordo con due rappresentanti dei partiti indipendenti. Quindi ad oggi sono 74 a 73 per la Gillard.

In generale i rappresentanti delle minoranze che sono al momento l'ago della bilancia, vogliono vedere i conti e le proiezioni di spesa dei due partiti maggiori, per poter segliere meglio da che parte stare.
Caso insolito Mr Abbott si rifiuta di rendere pubblici le loro previsioni di spesa, e tutto il Paese si chiede se oltre alle parole hanno stilato un vero piano o meno.
Un caso imbarazzante.

Sembra che ormai manchi poco alla decisione degli ultimi ritardatari.

F ha detto...

Scusate il ritardo con cui scrivo ma da ieri la Gillard è confermata Primo Ministro australiano.
E' finita 76 a 74.

Ho anche capito l'ovvio e scontato motivo di tanta titubanza nel concludere accordi da parte dei piccoli partiti indipendenti.

Essi sono infatti indipendenti.

Essere indipendenti significa essere indipendenti, e non allearsi a destra e a manca a seconda di dove tira il vento.

Il fatto di stringere un patto con uno dei due grandi partiti rischia di snaturare lo statuto che è alla base del partito.
Ecco perchè hanno voluto rassicurazioni sulle politiche ambientali, economiche, sui conti, sui contributi da erogare alle famiglie ecc ecc..
Ed ecco perchè l'opinione pubblica era in generale contro queste alleanze ed a favore di un nuovo voto: non si vuole un grande partito, che rappresenta la maggioranza dei votanti, legato alle condizione di un partito con 3 poltrone.
Ovvio, no?

Come va nel mentre la crisi in Banania? Ah, giusto.. niente crisi..

Anonimo ha detto...

niente crisi,ma, casini.........!!!!
No ma che hai capito?è anche Casini che aggiunge casino ai casini!

Vuol fare sempre il prezzemolino......ma non è indispensabile come in tutte le riccette!!!!!

ne usciremo? vivi o morti?

ciao tea