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martedì 25 novembre 2014

Decorazioni e G20

Nelle ultime settimane vi sara' capitato di sentire nominare Brisbane a causa del G20.
 
L'evento e' stato importante per la citta' che solo un'altra volta, Expo88, e' stata sotto gli occhi della comunita' internazionale.
 
La preparazione e' iniziata, o forse dovrei dire, ha iniziato a raggiungermi, ben piu' di un anno prima. A lavoro sono arrivate puntuali e continue email di aggiornamento sulla situazione. Quale situazione? direte voi.
Beh, tutti gli uffici, i lavoratori, le aziende, i commercianti, i condominii, i residenti, i trasporti, i volontari, gli operatori turistici, i gestori dei parchi, le scuole, alunni e insegnanti, le piscine, i campi da gioco, gli ospedali, tutte le persone e tutte le attivita' in centro citta' hanno dovuto partecipare e prepararsi a qualsiasi situazione di emergenza. Non solo, ai vertici delle amministrazioni si e' discusso a lungo sull'oportunita' di chiudere il centro, in quali termini e per quanto tempo.
Insomma, consci delle proteste e delle violenze accadute in alter parti del mondo, non si e' lasciato nulla al caso. E in un eccesso di prudenza, che non fa mai male, alla fine si e' deciso di chiudere, in tutti i sensi, il centro citta', e mandare in ferie forzate tutti per una settimana, Non solo, nei tg hanno continuamente invitato la gente a non recarsi in centro e a farsi un bel weekend al mare.
Giusto per la cronaca aggiungo che tutti gli edifici del centro, nonostante la chiusura, hanno dovuto partecipare ad una lunga serie di simulazioni di evacuazione nei sei mesi precedenti, e per le tre settimane precedenti all'evento, tutti i parcheggi pubblici (interni ai grattacieli e altre strutture) sono stati resi inacessibili. 
 
Ma questa e' l'Australia, e la preparazione al G20 non ha comportato solo misure di sicurezza: con altrettanto anticipo sono stati creati nuovi gruppi di volotari, specificatamente istruiti,  per accogliere i visitatori (oltre 3000 ospiti internazionali di solo accompagnamento ai politici!), un nuovo sito turistico informativo specifico per l'evento, un mese di eventi artistici gratuiti e non in giro per la citta', treni e bus gratuiti, luci colorate su tutti i ponti e palazzi di Brisbane (luci controllate elettronicamente le cui combinazioni erano possibile pianificare, per chiunque volesse, tramite registrazione ad un sito web), e altro ancora.    
 
Insomma, se da un lato ci hanno scassato i maroni con la sicurezza, dall'altro e' stata una gioia uscire la sera, nelle settimane precendenti, a godere di luci, musica, bancarrelle, e aria di festa il tutto condito da un clima gia' estivo. 
 
Ma come e' andata alla fine?
Ovviamente tutto liscio e pacifico. I due o tre cortei di protesta erano formati da poche centinaia di persone che reclamavano diritti, rispetto e pari opportunita' per le comunita' aborigine e attenzione all'ambiente. Ho avuto l'impressione che nei siti italiani si cercasse di pompare "la protesta" ma non e' successo proprio niente degno di nota. Una partita di calcio in banania causa piu' disastri che 2 giorni di opinabili vertici internazionali da queste parti.
 
Ma a parte tutto volevo concludere segnalando il lavoro di decorazione che il comune ha messo in moto per abbellire i -pochi- grigi muri della citta' agli occhi degli ospiti.
Queste opere che vi segnalo sono spuntate dal giorno alla notte proprio vicino a dove lavoro, sui pilastri della linea ferroviaria:
 
 
 
Questo e' invece il sito ufficiale:
 


martedì 1 luglio 2014

Brisbane 3D

La settimana scorsa ho letto che Brisbane e' la terza citta', dopo New York e Roma, ad essere completamente 3D su Google Earth.
 
Ho dato una occhiata ed il risultato e' impressionante.
 
Certo volare tra i grattacieli di Manhattan come Spiderman e' affascinante; sorvolare Roma suscita quel'amor di Patria e orgoglio (ingiustificato) che quasi sempre dorme sepolto; ma quanto e' bella Brisbane?!
 
L'ho scritto altre volte in questo blog: capisco che non puo' essere altro che un parere personale, e capisco perche' alcuni preferiscano altre citta', ma Brisbane e' proprio bella.
Nel senso che e' graziosa, facile, tranquilla, ordinata. E verde, verde, verde.
 
Io nei weekend torno sempre ed ancora ad essere un turista. Non visito super musei e gallerie d'arte, ne' vedo concerti in prima mondiale o le Olimpiadi.
Prendo invece un gelato e passeggio in un bel parco, sotto il cielo azzurro ed un sole splendente.
 
Se poi aggiungo una serfatina sono il piu' felice del mondo.
Ma quanto e' bella Brisbane?  

domenica 14 luglio 2013

Melbourne

Dopo anni mi sono finalmente degnato di visitare Melbourne.

Da tempo tutti -gli australiani- mi dicevano che dovevo assolutamente andarci e che mi sarebbe piaciuta perché molto europea.

Ebbene si. Melbourne sembra molto europea. Almeno per i canoni australiani. Il centro città e' costituito da larghi e trafficati viali con tanto di tram, i marciapiedi sono asfaltati, i palazzi quasi vecchi, il grigio, per lo meno in inverno, ben presente, la gente indaffarata e coperta per il freddo, i tavolini dei baretti fuori e ammassati nei vicoletti, un po' sporchi e bui, i vicoletti.

A Melbourne e' tutto più grande e ci sono i teatri e i musei e gli spettacoli e le mostre e gli eventi sportivi più importanti.

Come sempre fare il turista e' piacevole e tutti i posti diventano belli e interessanti.

Ma però (che non si dice) ho un ma ed un però.

Preferisco Brisbane.
Che me ne faccio di una città che sembra europea in Australia? Volessi l'Europa avrei altre destinazioni.
Ed il freddo?
Gi inglesi avevo l'australia a disposizione e cosa hanno fatto? Sono andati a vivere il più vicino possibile al Polo Sud!

Brisbane e' lenta, calma e rilassata. C'è una luce accecante e caldo. I bambini sono sempre scalzi ed il verde e gli uccelli colorati sono ovunque. Nel Queensland hanno dovuto fare una legge per obbligare i bambini ad indossare le scarpe a scuola!
Brisbane e' sicuramente più vicino all'idea di Australia che la gente ha in Europa.
No ragazzi, lasciatemi in pace. Le mode e i negozi e i concerti e i locali trandy ve li lascio.
Ho amici di Milano che a Brisbane hanno resistito 2 mesi e sono scappati a Sydney. Bene. Andate via. Inseguite il nulla come vi pare. Quelli che si annoiano..

Io sto bene qua.

Melbourne e' bella, ma spero di non doverci andare a vivere..

mercoledì 27 giugno 2012

Spiagge e Oceano

Prendo spunto dalla foto estiva pubblicata da Eleonora nel suo blog "Un posto nel mondo" che potete trovare qua, per pubblicare qualche foto di mare della zona.

In linea di massima negli estesi dintorni di Brisbane si trovano spiagge immense, per lunghezza e profondita', battute incessantemente dalle onde del Pacifico. Qua e' la spuntano dei promontori piu' o meno prominenti che interrompono le spiaggione e creano, con le giuste condizioni, delle bellissime onde da surfare.
Le foto che pubblico ora sono scattate in queste localita', piu' qualcuna all'interno della Baia di Moreton, dove sfocia il fiume Brisbane.


La Main Beach di Noosa, al tramonto. Fine estate. La bassa marea fa si che l'onda in arrivo si alzi di colpo e crei un lunghisismo muro d'acqua, difficile da surfare se non sei proprio bravo.

Sempre in localita' Noosa, ma direttamente in faccia al Pacifico, la sabbia che prende diversi nomi col passare dei chilometri, verra' interrotta solo al prossimo promontorio, all'orizzonte. Qua le onde sono sempre grandi e pericolose e la marea crea una battigia di diversi metri.

Il piccolo promontorio (e secondo da sud) di Coolangatta.

Stesso punto, guardando verso nord e verso i palazzi di Surfers Paradise. Giornata invernale.

Ancora Coolangatta in una inquadratura molto simile alla prima, ma che permette di vedere il verde curato che sta' quasi sempre dietro alle spiagge. In Australia grazie a Dio non ci sono le spiagge attrezzate come nello Stivale, ma sono comunque attrezzate con docce e bagni pubblici, aree BBQ,  giochi per bambini, parcheggi e fast food ad un tiro di schioppo.

Cape Byron, in localita' Byron Bay. Quel cucuzzolo, su cui spunta il bianco faro, oltre ad essere il punto piu' ad est dell'Australia orientale, crea alcune delle onde piu' famose al mondo. Un po' come essere ad Indianapolis o Wimbledon! 

Il faro di Byron da vicino, in una calda ma cupa giornata estiva.

Sotto il faro, un controcampo della prima foto, in un bel tramonto invernale. In acqua, due onde stanno per finire il loro cammino dopo aver girato intorno al Capo. Il loro profilo arcuato sottolinea la fatica della manovra.

Localita' Redcliffe, all' interno della Baia di Moreton. Le onde qua non arrivano, bloccate da Moreton Island, all'orizzonte. La spiaggia e' stata creata dall'uomo in quanto l'ambiente originale, ancora molto presente, e' composto da fango, mangrovie, e verde intricato. In estate l'acqua, mai limpida, e' calda come il brodo.

Stesso posto, guardando verso Brisbane. Qua niente spiaggia ma verde, e panchine, e BBQ, e fish 'n chips.

Sempre nella baia, ma a sud di Brisbane, nel porticciolo di Manly, credo. Un padre porta un bambino in giro sulla tavola. A giudicare dall'atteggiamento generale, sembra che quelli che vivono in un posto popolato da animali mortali, in terra ed in acqua, e correnti ed onde assassine, siano gli italiani, e non gli australiani!  



lunedì 23 gennaio 2012

Notti estive


Se qualcuno di voi passasse da queste parti e chiedesse ad un australiano com'e' l'estate nel Queensland, questo vi risponderebbe descrivendovi il deserto del Sahara.

Visioni di caldo e sofferenza, sudate senza fine, tormento ed angoscia.
L'inferno.

Potreste pure notare uno sguardo di sufficienza mentre tenta di spiegare a voi, poveri europei, cosa voglia dire CALDO.

La cosa piu' divertente e' che nelle estati qua trascorse non ho riscontrato queste difficolta'. Sara' pure per via del fatto che 'non ci sono piu' le stagioni di una volta', ma credetemi se vi dico che per ogni estate ho registrato la massimo una settimana di vero caldo. Di quello cioe' che ti fa dormire con tutte le finestre spalancate in cerca di un filo d'aria e la voglia di raggomitolarti nel frigorifero.
Per il resto tutto assolutamente normale, anzi.
Dato che l'estate e' la stagione delle piogge, alle volte capitano settimane in cui piove sempre ed il cielo e' nero e pesante, e la temperatura magari non sale oltre i 25 gradi, che e' una bella temperatura ma non puo' essere paragonata a qualcosa che faccia soffrire.
Insomma, agosto a Milano e' molto ma molto ma molto peggio della temibile estate del Queensland.

Ma loro non lo sanno, e si comportano come se fossero appena sbarcati dopo 7 mesi di navigazione e ancora ricordano benissimo, e con malinconia, la freschissima e ridicola estate Londinese!
Non mi spiego altrimenti l'uso smodato del condizionatore.
Non posso descrivervi il freddo che si prova nei negozi, al cinema, negli uffici pubblici e nei centri commerciali, compresi quelli nuovissimi e aperti all'esterno, per i quali non oso pensare quale sproposito si spenda in energia per refrigerarli.

Mmm, forse un paragone ce l'ho.
L'aria condizionata infatti non viene mai spenta, neanche in inverno. Ed in effetti, quando a giugno ci sono tipo 17 gradi e cammini con calze, scarpe, jeans, maglietta e giacca, ed entri sul treno o alla posta, si sta bene proprio esattamente come fuori.

Immaginatevi passare tutta la mattina con 29 gradi e 70% di umidita', andare in giro in pantaloncini e infradito come fanno loro, e poi entrare d'un colpo in un ambiente a 17 gradi.
Da pazzi.

Essendo questo il Paese delle cose al contrario, non succede quindi che in inverno si abbia caldo ad entrare nei negozi e ci si debba spogliare, ma invece che d'estate si abbia freddo e ci si debba coprire!

Ormai vado sempre al cinema con il kit anti ipotermia: calzettine da mettere sopra i piedi nudi, maglietta a maniche lunghe da aggiungere a quella che indosso, e giacca a vento per i casi estremi. Non sto scherzando!

E poi la cosa piu' strana e' uscire da un locale vedendo i nuvoloni neri e preparandosi a quella botta di vento e gelo con la quale sono cresciuto, ed essere invece investito da un confortevole abbraccio caldo ed umido. E tiro un sospiro di sollievo.

In ogni caso, come dicevo l'estate mi pare semplicemente estate, e una delle cose piu' belle d'estate per me e' fare le passeggiate notturne, durante le quali ti godi una volta di piu' tutto questo verde e la pace in cui ancora Brisbane vive.

Vi lascio dunque con alcune foto fatte durante le ultime camminate notturne in centro.


La camminata lungo il fiume, nella city, proprio sotto i grattacieli, e lungo i bei locali che godono di una vista notturna fantastica.


Stessa camminata, verso l'altra parte, con lo Story Bridge a dominare la scena.

Sempre stesso percorso, ma poco piu' in la', dove la city lascia spazio ai giardini botanici. Sull'altro lato la parete di roccia di Kangaroo Point, completa di tutto l'occorrente per chi vuole praticare le arrampicate. (e completa di baretto in cima, e panchine, e una piazzetta, e terrazzi e barbeque con vista sulla city)

La piscina pubblica e gratuita di South Bank, direttamente a ridosso del fiume, completa di sabbia, luci, bagnini e gente in cerca di refrigerio.

Foto del titolo - la city vista da South Bank, al tramonto, fotografata dal bordo della piscina qua sopra.

domenica 22 gennaio 2012

Nuotando con gli squali




E' estate e io cerco di dimenticare le lontane e vaghe e brutte notizie che arrivano dallo stivale con dei bei weekend al mare.

Divido le mie rilassanti nuotate con bambini in vacanza, genitori in vacanza, surfisti in vacanza (ma perche', lavorano i surfisti??) e bagnini a lavoro.
E poi soprattutto divido le mie nuotate con gli squali, le meduse e tanti altri pericoli piu' o meno nascosti.

Se la parola 'pericoli' in generale vi stuzzica, ne avevo dato una infarinata in questo post.

Ma come si vive il mare in Australia?

Beh, l'approccio al mare e' completamente diverso dal nostro, e credo contano soprattutto due fattori: il sole e la vicinanza.
Per noi, per la maggior parte di noi, si tratta di andare al mare durante l'unica vacanza annuale di 15 giorni. Un periodo durante il quale dobbiamo abbronzarci il piu' possibile, e soprattutto cercare di riposarci sfruttando le piccole dune di sabbia come soffici cuscini su cui dormire. L'acqua, il mare, in molte localita' non e' granche', e serve piu' che altro a rinfrescarci il sonnacchioso pomeriggio.
Nelle localita' piu' gettonate poi, esiste questo fenomeno per me marziano dei 'bagni', che rendono le spiaggie di fatto degli ambienti chiusi, completi di servizi che sono superflui al 90% e che soprattutto devi pagare.

Qua in Australia ovviamente i bagni non esistono e i migliaia di chilometri di spiaggia che si hanno a disposizioni sono totalmente liberi e pienamente godibili.
Questo e' un popolo che gira felicemente scalzo in citta', sull'asfalto, nei parchi, nel fango dei vialetti di casa quando piove. Figuratevi se qualcuno possa sentire il bisogno di avere un passerella fino al bagnasciuga per non insabbiarsi le scarpe!

Ma dicevo del sole e della vicinanza.
Sostanzialmente tutta la popolazione 'bianca' australiana vive mediamente ad un' ora -massimo- di distanza dalla costa. Questo fa si che andare al mare non sia un miraggio sospirato per 11 mesi ma una possibilita' concreta per ogni giornata libera dell'anno.
Ma il sole e' un nemico per via della vicinanza del continente con il famoso, ed un po' dimenticato, Buco dell'Ozono, e rende le dormite sotto il sole alquanto rischiose.
No. Diciamo che una persona sana di mente la dormita sotto il sole non la prende neanche in considerazione. Il sole e' cosi' caldo ed intenso che non si resiste 10 minuti e la tua pelle nel mentre e' gia' arrossata.
L'Australia e' il Paese con la piu' alta percentuale di casi di Melanoma.

Questi due fattori rendono dunque l'approccio al mare abbastanza diverso da quello italico. Aggiungete la passione degli Ozy per lo sport in generale, ed ecco la fotografia che ne viene fuori:

Andare al mare significa recarsi in localita' mediamente belle, dall'acqua cristallina e sabbia bianca e rumorosa. Significa parcheggiare piu' o meno facilmente. Significa tirare giu' dall'automobile la canoa, od il surf, o il kitesurf, o il windsurf, o il SUP, o magari la barchetta o il gommone, con gli scii d'acqua, e/o tutto l'occorrente per pescare. Significa avere una tenda da mare invece di un ombrellone, e quasi sicuramente alcune sedie pieghevoli e la borsa frigo per le birre ghiacciate che non devono mancare mai.
Significa indossare sempre costume e maglietta protettiva, ed entrare in acqua a fare una delle mille attivita' fisiche, e spesso portarsi tre le potenti onde dell'oceano anche i pargoletti che parlano appena.
Significa uscirne dopo un'ora e farsi la doccia ed usare i bagni pubblici che sono presso qualunque spiaggia. Significa sistemarsi sotto gli alberi, in un bel verde sempre curato, ad usare i barbeque pubblici per cuocere gli hamburger sorseggiando una birra. Significa godersi il pomeriggio all'ombra mentre si chiacchiera con gli amici e si guardano gli altri fare evoluzioni sulle onde.
Significa fare sempre il bagno tra le bandiere dei bagnini, che ogni giorno in base alle correnti, alla marea ed alle onde, scelgono il punto piu' sicuro per il pubblico. Significa ubbidire ai bagnini, che sono una organizzazione indipendente di volontari che va avanti grazie alle donazioni della gente, e che godono di tantissimo rispetto per l'incredibile lavoro che fanno, dovendo salvare le persone trascinate via da potenti correnti o attaccate da squali affamati.
Significa sfruttare il mare per fare sport, o comunque una attivita' fisica e divertente, che niente ha a che vedere con l'abbronzarsi o il dormire!

Significa anche sapere che la sotto, dove non vedi, il mare e' vivo e ricco di animali.
Alcuni piccoli, altri grandi, qualcuno enorme.
Soprattutto qualcuno e' cacciatore, e potrebbe pensare di assaggiarti.

Gli attacchi degli squali sono abbastanza comuni.
Ora le statistiche affermano che essere attaccati da uno squalo e' un po' come essere beccati da un fulmine. Insomma, ovviamente le nostre automobili sono enormemente piu' pericolose. Pero' e' una possibilita' che esiste.
Andare al mare da queste parti significa sapere che non solo gli squali, ma anche un altro po' di animali potrebbero farti male.
Significa, quando sei la che te la godi e l'acqua e' calda come un brodo, avere un brivido lungo la schiena e la voglia di tornare a riva.
Significa anche sapere che quell'elicottero che passa ogni tanto sta proprio controllando che non ci siano pesci particolari nelle vicinanze, e che se suona una sirena, prima di fare domande e' il caso di mettere i piedi sulla subbia.

Significa fidarsi di quelli che controllano le spiagge, e donar loro le monete che hai in tasca quando li incontri nei centri commerciali.

Significa anche capire un po' come funzionano le correnti, e leggere e dare retta ai cartelli .
Parlando di pericoli significa, forse piu' di ogni altra cosa, mai, e ripeto mai fare il bagno in una magnifica spiaggia senza bagnanti..


Alcuni bagnini con le relative bandiere entro le quali bisogna bagnarsi. La spiaggia e' immensa. Entrare in acqua in un altro punto non e' vietato, ma se succede qualcosa non potrai poi lamentarti che sono arrivati tardi..


Stessa giornata. A Noosa, al riparo del Capo che smorza e ordina le onde, una sfilza di bambini si prepara ad una gara acquatica utilizzando una sorta di surf che consente di stare inginocchiati. Lo stesso strumento utilizzato dai bagnini.
Si allontaneranno decisamente dalla spiaggia. Nessuna paura.
A torso nudo turisti scriteriati.

martedì 29 novembre 2011

Disegnando Brisbane



Tempo fa avevo visto in tv un documentario su un ragazzo inglese, autistico.

A grandi linee mi ricordo che il bambino era sostanzialmente muto e quando aveva iniziato ad andare all'asilo erano sorti i primi veri problemi. Dopo poco tempo gli esperti gli diagnosticarono la sua malattia e la madre non sapeva cosa fare e come affrontare la diversita' del figlio.
Se non ricordo male fu quasi per caso che, a 5 anni, qualcuno mise Stephen, questo il nome, in un angolo con un foglio di carta ed una matita. Subito il bambino comincio' a disegnare e gli adulti intorno a lui rimasero sbalorditi.

Divenne chiaro che il disegno era il suo mezzo per comunicare e relazionarsi con il mondo.
Fu cosi' che con il sostegno di qualche specialista ben disposto, nonostante la mancanza di denaro della famiglia, il bambino fu spinto e stimolato a sviluppare il suo talento, convogliando nel disegno le paure, i vuoti, i pensieri e le gioie di una mente difficilmente analizzabile.

Non saprei quanto Stephen fosse gia' famoso prima del documentario, ma gia' a quel tempo si era cimentato nel disegno delle piu' incredibili strutture architettoniche e dei piu' complessi e vasti panorami urbanistici.

Non sapevo altro, ma ho appena imparato che Stephen attualmente gira il mondo continuando a produrre su delle tavole enormi scorci delle citta' che, immagino, lo invitano a disegnare.



Da sabato fino ad oggi pomeriggio si trova qua a Brisbane, ospite della State Library, impegnato in 4 giorni di disegno per mettere su carta la vista del centro cittadino di Brisbane, coi suoi mille palazzi dalle mille finestre.



Non ho potuto mancare e sono andato a vederlo all'opera.
Se ne stava la', circondato da una piccola folla sempre in movimento, con una bottiglia d'acqua, il succo, le penne di ricambio e l'Ipod nelle orecchie, a disegnare la capitale del Queensland.
A leggere il cartello informativo, Stephen ha fatto un volo in elicottero per farsi un' idea della City, e ha deciso di disegnare sfruttando il punto di vista della ruota panoramica di South Bank.
Mentre lavora Stephen ascolta HipHop, R&B, e altri generi simili della cultura di colore americana, e la sua visione di Brisbane rimarra' esposta per 6 mesi alla State Library, poi immagino che verra' messa in vendita.



La cosa piu' bella e' che per la maggior parte del tempo, mentre disegnava, Stephen sorrideva compiaciuto.



Ma non ho ancora scritto esplicitamente in cosa consiste il suo celebrato, e celebrale, talento.
Ebbene, Stephen Wiltshire disegna a memoria!



Sito ufficiale: http://www.stephenwiltshire.co.uk/
Vi consiglio di cliccare sul Live from Brisbane dove leggere il suo diario, vedere qualche foto, ed anche seguire un interessante video realizzato qua in questi giorni.

..se siete pigri invece..:
http://www.google.com.au/search?q=stephen+wiltshire&oe=utf-8&rls=org.mozilla:en-GB:official&client=firefox-a&um=1&ie=UTF-8&hl=en&tbm=isch&source=og&sa=N&tab=wi&biw=1138&bih=533&sei=QE3UTt-fBeaJmQXquK1s

martedì 8 novembre 2011

Fioriture

Cari lettori affezionati!
Come passa veloce il tempo quando si sta' sottosopra!
Tento di recuperare un po' di tempo perduto con alcuni post che spero di sfornare tra oggi e domani.
Prima di tutto devo parlare della primavera! Se aspetto ancora un po' non avra' piu' senso!

Nello stesso periodo in cui le strade di Brisbane si trasformano in pericolosi campi di caccia delle magpie, le soleggiate vie di questa verde citta' si tingono di tre colori in particolare: il viola, il giallo ed il rosso.

Si tratta di 3 diversi alberi che fioriscono in questo periodo e la cui chioma si trasforma completamente in nuvole colorate che spuntano qua e la' tra le case, le macchine ed i parchi di Brisbane.

Il piu' comune da incontrare e' il viola. Si tratta dell'albero della Jacaranda, che si divide in non so quante diverse varieta'. A quanto pare questa pianta proviene dalla zona tropicale americana, ed e' stata poi trapiantata in giro per il mondo nelle zone con clima simile.
Ecco qua un bel link con foto della Jacaranda in fiore a Brisbane.

Il secondo colore piu' comune in questo periodo, a parte il verde, e' il rosso, ed e' dato dal Brachychiton acerifolius, o cosi' almeno ho capito! In inglese lo chiamano semplicemente Flame Tree, albero fiammante(?), e si tratta di un albero locale! A quanto pare adesso viene piantato un po' in tutto il mondo ma dicono che solo da queste parti, col clima giusto, raggiunga i 40 metri d'altezza!

Infine il giallo, che e' dato dal Golden flame tree, albero dalle fiamme d'orate(?), ossia il Peltophorum pterocarpum! Questa pianta e' originaria dell'est asiatico ed e' diffusa anche nell'Oceania fino alla Hawaii.

Non ho trovato foto decenti degli utlimi due alberi in quanto su google viene fuori un fritto misto globale che fa solo confusione tra nomi e specie..

Vi posto allora 2 foto fatte da me l'altro giorno del Flame tree e dello Yellow flame tree:

Timido e giovane Flame Tree in un caratteristico viale cittadino

Yellow flame tree nei dintorni dell'altura di High Gate Hill, con alcuni palazzi della city, oltre il fiume, sullo sfondo. C'e' anche una spennacchiata Jacaranda sulla sinistra.


Certo non sono 2 foto grandiose, ma se ricordate il fatto che ho perso il cellulare, con cui facevo le foto per il blog, e che queste sono fatte al volo dalla macchina, sono certo mi scuserete!

lunedì 22 agosto 2011

L'India e' vicina?



Non proprio, ma per un po' ci ho creduto.

Il fatto e' che in India vanno matti per il curry e sembra che lo mettano in ogni ricetta. L'odore della cucina indiana/curry e' talmente forte che spesso puoi indovinare la nazionalita' degli occupanti di un appartamento sin dal pianerottolo.

Da queste parti, essendo stata l'India colonia inglese, vivono e arrivano molti indiani in cerca di una vita migliore. Ed anche l'odore del curry e' comune ed inconfondibile.

E quindi?

E quindi mesi fa sono entrato in un supermercato rinnovato di sana pianta dopo l'alluvione e ho fatto visita alla sezione "pianticelle e spezie da coltivare e mangiarsi con gusto" (per non parlare della nuova sezione "formaggi e salumi europei"... mmm.. viva la globalizzazione..).
Dunque camminavo tra i vari prodotti con coltello e forchetta gia' in mano, quando ho visto vicino al basilico la pianta del curry.
Toh! Ho pensato. Il curry! La pianticella responsabile di un milione di ricette indiane!
L'ho presa incuriosito e l'ho portata al naso.

Boom!

Ora non tutti potranno capire. Chi non e' cresciuto sulle sponde incontaminate del buon vecchio Mediterraneo, forse non ha ben presente l'odore della macchia mediterranea durante l'estate.
Quando il sole cuoce il terreno e la sabbia, ed il vento spazza la bassa vegetazione cespugliosa. Quando camminando per raggiungere il tuo angolo preferito vieni investito da una miriadi di odori pungenti e piacevoli, a cui non fai molto caso ma che sei in grado di riconoscere al primo cenno. L'insalata olfattiva della salvia, del rosmarino, della cipolla e dell'aglio selvatico, del cisto, del timo, del lentisco, della ginestra..
.. e poi c'e' anche quell'odore, proprio vicino alla spiaggia..

Ecco: quando ho odorato la pianta del curry al supermercato un pugno di sensazioni mi ha assalito e per un attimo ho intravisto le amichevoli onde del Mediterraneo riflettersi tra gli avocado e le noci di cocco esposte.

E' incredibile quanto e' potente la memoria olfattiva e quanto un odore possa colpirti al cuore piu' delle immagini!

Curry?? Mi sono chiesto. Gli indiani si ingozzano di una pianta di cui non ricordo neanche il nome e di cui in Italia nessuno si cura?
Sono rimasto perplesso, l'ho lasciata la, e poi tra una cosa e l'altra mi ero dimenticato del mistero.

Qualche giorno fa sono andato a comprare nuove piantine per le nostre ricette e cosa ho beccato in esposizione vicino al rosmarino?
La pianta del curry. L'ho odorata. Si, non c'era dubbio: dovevo averla!

E' venuta a casa con la menta ed il timo, e l'ho piantata accanto all'amico rosmarino.
Due, tre, quattro volte al giorno me la odoro tutta, ed il suo odore significa estate piu' di ogni altra cosa.

Ho cercato su internet per capire il mistero del curry ignorato.
E' colpa degli inglesi, tanto per cambiare. Loro per sport davano nomi alle cose senza preoccuparsi delle conoscenze e delle culture altrui.
Hanno ridato il nome ad una comune e conosciuta pianta mediterranea, solo perche' il suo odore ricordava il curry (che e' una miscela di spezie) a qualcuno che era stato in India!

Maledetti testoni! Si tratta dell'elicriso!
Ed il suo odore non vuol dire curry ma estate, e caldo, e sole e mare!
Ma che ne sapete voi!

distesa di elicriso in Sardegna

lunedì 20 giugno 2011

Notizie sui backpackers


Aggiungo alcune curiose righe al discorso del post precedente.

Ho infatti appena letto una notizia che suona piu' o meno cosi':

Alcuni backpackers francesi sono sotto accusa per il dilagare di alcuni crimini nei supermarket del Western Australia midwest.
Sono forse 20 i turisti francesi accusati di furto nei negozi Woolworths e Iga.
In alcuni casi sembra che i giovani abbiamo aperto e consumato delle confezioni di cibo all'interno del supermercato senza poi dichiararlo alla cassa.
Secondo al polizia, su alcuni siti web sarebbero comparsi commenti che incoraggiano i connazionali a ripetere 'la tecnica', garantendone l'efficacia.
Sempre secondo la polizia, i turisti avrebbero sottostimato le distanze da percorrere nel Western Australia ed i costi della vacanza.

giovedì 16 giugno 2011

Sui viaggi e dintorni


Come accennavo nel post Multimediale, esiste una tipologia di viaggio che da un lato e' molto comune, dall'altro e' quasi sconosciuta, o forse conosciuta ma ignorata da molti residenti nello stivale.
Si tratta del fare backpacking.

Non sono un esperto, ma da quello che ho imparato potrei definire il backpacking come l'attivita' del viaggiare con solo uno zaino sulle spalle senza preoccuparsi troppo della pianificazione del viaggio stesso, schivando l'utilizzo dei comuni canali del turismo di massa, tra i quali l'evitare il dormire negli alberghi e' forse l'espressione piu' evidente.
Il backpacker, colui che viaggia in questo modo, solitamente si addormenta negli ostelli, definiti a loro volta con lo stesso termine backpacker, per lo meno qua.
Queste sistemazioni sono solitamente spartane ma confortevoli. Offrono posti letto in dormitori da 4, 6 o 8 posti, divisi in maschili e femminili, a prezzi molto convenienti. I bagni sono in comune, un po' come in campeggio, e c'e' sempre una grande cucina di tutto fornita per permettere agli avventori di prepararsi i proprio pasti. Tavoli, panchine, tv e libero scambio di libri e film e musica sono un ulteriore segno distintivo, e non mancano ostelli in cui e' possibile farsi anche il bagno in piscina, utilizzare la grande rete gratuitamente, e prenotare gite ed escursioni varie.
I backpackers sono luoghi di ritrovo, stazioni di servizio per il viandante, dove ci si incontra, si pianificano le tappe dei prossimi spostamenti, si scambiano consigli, indirizzi, si trovano nuovi amici, si salutano i vecchi compagni di viaggio, si trova l'amore, lo si lascia, si sogna dei prossimi tramonti e si pensa ai conoscenti lasciati indietro, a casa, si aggiorna il proprio blog.

La popolazione di backpackers presente in questo lato del mondo, e mi riferisco a tutto cio' che c'e' dall'India in poi, e' molto ma molto piu' elevata di quanto una persona che non lo ha mai praticato possa immaginare.
Da un lato si offre la possibilita' di viaggiare e arrivare a qualunque meta, a costi veramente contenuti; dall'altro il 'vagabondo' assapora quel senso di liberta' e scoperta che poche volte al giorno d'oggi si puo' provare, e contemporaneamente spende i suoi risparmi portando denaro anche a quelle comunita' solitamente ignorate dai canali turistici ufficiali.

Abitando in Banania, un paese in cui tutto e' una presa per il culo, e' difficile capire o convincersi che per vedere ad esempio l'Opera House di Sydney puoi cavartela con 30 dollari a notte, invece dei 100 e piu' euro per una bettola schifosa in periferia di Roma o Milano.
La situazione della Madre Patria e' tale che, per ragioni culturali ed economiche, ormai marce, e' impossibile per un ventenne decidere di andare a vedere il mondo per un anno con poche centinaia di euro in tasca ed uno zaino sulle spalle.

Ma buona parte della gioventu' degli altri paesi avanzati lo fa.

Ventenni che gia' abitano da soli, con una laurea gia' in tasca, e che prima di immolarsi alla causa del lavoro partono alla scoperta di nuovi paesi e culture. Ovviamente qua si entra in un discorso che parte per la tangente e che non e' neanche possibile affrontare in uno spazio come questo.

La morale e' che e' possibile viaggiare senza spendere le cifre indicate dai tour operator, e che un Paese furbo come l'Australia si fa ricco sfruttando i risparmi dei giovani, mentre un Paese stolto come il mio, soffoca i giovani e si affida alla speranza che i gruppi di ricchi americani, russi, giapponesi e ora anche cinesi, non smettano di portare denaro in hotel e citta' dai costi assurdi.

La fortuna dell'Australia, oltre che ad una gestione intelligente, sta anche nella particolare costituzione geografica del Paese. La presenza del deserto nel cuore del continente ed una bassa popolazione affollata quasi tutta sulla costa est-sud/est, accanto ad una cultura di tipo occidentale, gettano le basi perche' il mito americano della frontiera non si estingua ed anzi trovi qui il suo ultimo baluardo.

I grandi spazi, la natura selvaggia, le strade piu' o meno asfaltate che spariscono all'orizzonte, le foreste pluviali ed il deserto, il caldo torrido ed il freddo, le spiagge e le scogliere, il senso di desolazione e di scoperta, l'assenza -visibile- di impatto umano, e contemporaneamente la presenza di sparute stazioni di servizio e degli ostelli per la notte, la fauna unica, rendono l'Australia una delle mete piu' ambite dai backpackers di tutto il mondo.

E' sufficiente per una volta andare a dormire in un backpacker, per trovarsi travolti da un fiume di giovani in giro per il mondo, partiti da soli ma in felice compagnia, in possesso di 2 o 3 lingue, allegri, speranzosi, avidi di cose nuove, o anche semplicemente fannulloni che si trascinano nella speranza di rimandare il ritorno alla vecchia vita.

E' il mito del viaggio e della frontiera che si incontrano.
In pochi chilometri si passa dai futuristici palazzi del centro ai sonnacchiosi quartieri fatti da mille casette di legno. Si arriva poi alla campagna dove e' facile, incrociando vecchi centri abitati e macchine degli anni '60, sentirsi come catapultati indietro nel tempo. Al boom americano con Elvis e gli hamburger serviti alle stazioni di servizio.
Poi ancora, quando i chilometri si fanno sentire, la desolazione aumenta, la vegetazione si fa povera, le macchine degli anni 60 diventano rottami, gli animali spuntano ad ogni angolo, i cowboy bevono birra e parlano in modo incomprensibile, i cespugli secchi rotolano sulla strada, le mosche si danno da fare sui cadaveri degli animali in cunetta ed eccoti in una strana versione del Far West.
La lancetta del tempo corre indietro, e piu' chilometri ti metti alle spalle, piu' ti senti un intruso in una terra che non ti stava aspettando.
Quando sei nel deserto, o nelle piane alluvionali del nord, in un canyon, in una desolata spiaggia dell'ovest, lungo un fiume, attorno al fuoco la sera, sotto un cielo stellato come pochi, allora a quel punto sei arrivato alla preistoria.
Il deserto non ti offre nulla ed i pochi aborigeni che possono ancora farlo, vivono in un tempo tutto loro, seguendo le loro stagioni, 7 se non sbaglio, e danzando i loro riti.
Le loro mani sono dipinte sulle pareti delle grotte accanto ai disegni dei coccodrilli, che sono la' da qualche parte e ti guardano passare, non visti.

Per molti non c'e' una meta. C'e' un tempo a disposizione da impiegare, possibilmente visitando piu' posti possibili, senza spendere troppo. Il viaggio e' lo scopo. Il viaggio e' la meta.
Come ci hanno insegnato tanti scrittori del passato, come ci mostra spensieratamente il video di Mraz da cui sono partito, come ha detto a tutto il '900 'On the road' di Kerouac, o come ci aveva insegnato gia' da tanto Ulisse.

Come da poco ci ha ricordato il film di grande successo 'Into the wild'.

Questa pellicola, che narra poeticamente il vero viaggio di un giovane idealista americano in cerca della liberta', tralasciando volutamente la stoltezza che l'ha guidato alla morte, ha creato nella figura di Chris McCandless un recente mito tra i giovani backpackers del mondo.
Non solo il backpacking e' un modo economico di viaggiare, ma con l'apporto di questa pellicola e' diventato anche un modo per protestare e manifestare la propria non appartenenza al mondo del capitalismo, o anche solo del bieco turismo di massa.

L'esempio, a mio modesto parere sciocco, di McCandless, il quale viaggiava nel modo piu' spartano possibile, vivendo anche scomodita' del tutto evitabili, e che ha trovato una morte del tutto evitabile dovuta solamente alla sua idiozia, ha influenzato molti giovani con l'idea del backpacking, trasformandoli in una massa enorme di aspiranti alternativi tutti esattamente conformi gli uni agli altri.

Ho visto esempi, ed anche ricevuto racconti di prima mano, di aspiranti ricercatori della verita', scalzi in giornate buone per la neve, addormentati su una panchina invece che nella tenda canadese, utilizzando un fornello da campeggio direttamente sull'asfalto di una strada desolata (anziche' appoggiarlo almeno sul cofano), perche' piu' scomodo e', piu' vicino alla poverta' mi pongo (senza rinunciare pero' a mettere le foto che lo testimoniano sul blog dal mio Iphone), piu' sono figo rispetto agli altri.
Ragazzi che di fronte ad un vasto panorama o all'arrivo dopo 2000km di macchina urlano al cielo 'Supertramp!', ossia il nomignolo che Chris McCandless si era scelto.

Cosi' capita che accanto a tanti giovani semplicemente in viaggio, ci siano anche ragazzi preoccupati che l'esperienza sia estrema per le sue scomodita' e che foto e quant'altro ne attestino l'avvenimento al resto del mondo, e che li faccia entrare nel club assurdamente affollato ed omogeneo degli alternativi per forza.

Qui si conclude questa panoramica sul backpacking per come l'ho conosciuto qua tra i canguri.
Inviterei tutti per una volta a fare un viaggio on the road, senza prenotazioni e senza mete imperdibili, ma solo mete possibili. Soprattutto senza sciocchi estremismi. Possibilmente partendo da soli, come fanno quasi tutti. Ma come, da soli?
Si', perche' come diceva quello:

'Se parto da solo sono sicuro che incontrero' degli amici.'

domenica 5 giugno 2011

Multimediale


Siamo a giugno e per molti lettori oltre l'equatore l'estate e' ormai alle porte.
Allora questa volta vi propongo tre canzoni per rallegrare la vostre giornate.

La prima si intitola "Opportunity" ed e' cantata da Pete Murray. Si tratta di un artista di Brisbane che ha avuto un discreto successo internazionale con la canzone "So beautiful" Come noterete dal video che segue Pete, cosi' come sembrano essere tutti gli ozy, e' una montagna d'uomo: alto e largo quanto un armadio! Non per niente ha un passato sportivo in una squadra di football della zona.

"Opportunity" e' molto carina ed il testo si rifa' alle cose che capitano nella vita.
Direi che la frase che merita di piu' sia:

Don't be scared of what you cannot see
Your only fear is possibility
Never wonder what the hell went wrong
Your second chance may never come along

Non essere spaventato da cio' che non puoi vedere
La tua unica paura sono le possibilita'
Non chiederti mai cosa diavolo ando' male
Una seconda possibilita' potrebbe non arrivare mai



La seconda canzone appartiene invece ad un famoso artista americano di nome Jack Johnson. Jack e' nato alle Hawaii ed ha iniziato a surfare a 5 anni. Trasferitosi in California per studiare, ha poi iniziato a cantare combinando la sua passione per il mare con le sua musica.
C'entra poco e niente con l'Australia se non per questo sfiziosissimo video girato tra le onde, in grado di trasmettere la bellezza, la grazia e la serenita' che l'attivita' del surf e' in grado di emanare. E l'Australia come sappiamo e' patria adottiva del surf.


Da notare che Jack si diletta anche nel bodysurf, l'arte di prendere le onde senza l'uso di strumenti. Per alcuni, la vera e piu' pura espressione del surf.

Infine vi lascio con Jason Mraz che canta un'allegra canzoncina spensierata nella quale invita una fanciulla a "lasciarsi andare" (causa brevita' della vita - capirete).
Trattasi di un altro americano per il quale il trasferimento in California ha portato fortuna.
In questo caso il video e' girato alle Hawaii e non poteva mancare un strizzata d'occhio al surf. Ma cio' cui dovreste prestare attenzione e' il fatto che Jason apparentemente gira per l'isola di Oahu con uno zaino sulle spalle e vivendo alla giornata.
Si dice maccheronicamente che fa Backpacker, o che fa il Backpacker. Ed e' proprio di questo, dei viaggi, dei giovani, dell'avventura e del mito del confine del mondo, e dintorni, che tentero' di parlarvi nel prossimo post.

I'm yours by Jason Mraz

(Purtroppo dovete cliccare sul link per questa ultima canzone)

venerdì 3 giugno 2011

Intervallo 2


Si, e' un periodo che i canguri richiedono piu' attenzione del solito..

Allora mentre tento di recuperare i fili degli argomenti che avevo in mente, vi sottopongo alcune foto fatte recentemente.

Non so bene dove stia il trucco del cielo australe. Non so se per qualche ragione appaia piu' sconfinato di altri, o se forse ho semplicemente passato troppo tempo sotto il triste cielo padano, muto e opaco come i fiumi inquinati, che non ricordavo piu' come dovrebbe essere veramente la volta celeste.
Magari la verita' sta nel mezzo.

Fatto sta' che capitano giornate di un cielo incredibilmente blu ed immacolato, con una luce accecante, l'aria frizzante di un inverno che in realta' non sboccia mai, e la vista che si perde facilmente verso le grandi dune si sabbia di Moreton, o gli strani picchi delle Glasshouse Mountains.
Altre volte passano nuvoloni gonfi come balene. Rotolano da una parte all'altra velocemente, portando strascichi di pioggia che un momento sono poco piu' di vapore, un altro secchiate furibonde. E vedi le colonne d'acqua arrivare, specie quando guidi per la Ipswich road verso sud, oppure sui colli della citta' come Highgate Hill, verso il mare. Da un lato i raggi di sole che filtrano tra i buchi delle nubi, dall'altro tende nere e verticali che si spostano velocemente sull'orizzonte.
E l'orizzonte appunto, spesso appare cosi' lontano, ed il cielo cosi' grande, che ti soffermi ai semafori col naso all'insu' e pensi semplicemente: "Wow!"

Da quando l'estate e' finita poi, i tramonti sono spesso spettacolari. Talmente spesso che ho decine e decine di foto fatte dalla finestra, tutte simili e tutte diverse. Dovrei sceglierne alcune e buttare le altre, ma sembra un peccato.

Vi posto qualche foto fatta qua e la..


Uno dei tanti tramonti


Insolita atmosfera sulla citta' ripresa dal New Farm Park


Cielo nero e sole splendente a fine pomeriggio


Fuoco a fine giornata


A Sandgate, una colonna d'acqua si avvicina dal mare a rinfrescare la temperatura


Nessuna foto e' stata ritoccata!


Contrasti. La' dove il cielo dovrebbe essere piu' scuro e' invece curiosamente illuminato. Da cosa?


Fine giornata sulla piscina pubblica di South Bank, ed il cielo si tinge di rosa


L'alieno


Ennesima versione di un tramonto da casa. Come ci si puo' stancare?

ps: Intervallo 1 potete trovarlo qua