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lunedì 15 dicembre 2014

Sydney siege

L'assedio di Sydney, come e' stato chiamato l'evento.
Credo tutto il mondo abbia visto e sentito di cio’ che e’ successo ieri a Sydney.
Un pazzo e’ entrato in un caffe’ in pieno centro alle 9 del mattino ed ha tenuto circa 15 persone, tra clienti e baristi, in ostaggio per 16 ore.
Il pazzo ha anche esposto una bandiera nera ad una delle finestre. Aveva una  scritta bianca, in arabo, che richiamava volutamente alla bandiera di quegli altri pazzi del cosidetto “stato islamico”. La scritta era pero’ semplicemente una comunissima professione di fede in Allah e Maometto.
Il centro di Sydney e’ stato chiuso, le persone evacuate, il traffico deviato, e le forze dell’ordine hanno preso possesso della citta’.
Come detto il sequestro e’ andato avanti per molte ore e durante il pomeriggio 5 persone sono riuscite a scappare.
Sembra che durante le notte uno dei sequestrati, il manager (34 anni) del locale, abbia approfittato di un mezzo pisolino del pazzo per tentare di disarmarlo. Ne e’ nata una collutazione ed il coraggioso ragazzo e’ morto. Sei secondi dopo lo, o gli spari, hanno fatto irruzione le forze speciali ed in circa 40 secondi e’ finito tutto, col terrorista morto e purtroppo una donna di 38 anni anch’essa deceduta.
Questa versione degli ultimi momenti del sequestro non e’ ufficiale, al momento.
 Si sa per certo invece che il pazzo era un rifugiato iraniano e che era in liberta’ in cauzione a seguito di alcune accuse di violenza personale, non meglio specificate. Si sa anche che il suo credo era fortemente in contrasto con quanto viene promosso dai pazzi dello stato islamico, che potenzialmente lo avrebbero condannato a morte per eresia. Il perche’ quindi si sia rifatto a quella organizzazione terrorista e’ per ora un mistero. Si sa anche che ha agito da solo.
Durante il lungo pomeriggio ha costretto alcune persone in ostaggio a parlare in sua vece in alcuni video messi su youtube. Chiedeva che gli venisse data una bandiera dello stato islamico, e che il PM parlasse con lui al telefono in diretta tv.
Queste richieste non solo non sono state ascoltate ma sono state bandite dai mezzi di informazione, i quali ne hanno parlato solo oggi. La motivazione sembra esser stata quella di non avere a che fare con l’opinione pubblica che interferisse con protocolli d’azione gia’ decisi. Inoltre le forze dell’ordine non sono intervenute per prime per non mettere a repentaglio le vita degli ostaggi.
 Trovo degno di nota due o tre cose:
I media hanno fatto esattamente cio’ che veniva loro richiesto, non diffondendo notizie e fatti disponibili per non intralciare, in un modo o nell’altro, le operazioni;
Non c’e’ stata nessuna intenzione di ascoltare le richieste del pazzo;
Si e’ intevenuti solo quando il pazzo ha sparato per primo;
Nessuno, e dico nessuno, e sottolineo nessuno, ha messo in discussione ne durante i fatti ne dopo, l’operato delle forze dell’ordine e delle autorita’. Nessuno. Nessuna polemica.
 Come gia’ capitato per alluvioni ed altri disastri, le forze dell’ordine ed eventuali volontari sono tenuti in grande considerazione e ringraziati continuamente per il lavoro che fanno, e maggioranza ed opposizione non si sognano minimamente di polemizzare su fatti tanto gravi. Non c’e’ nessun dito puntato, o come si dice in banania, nessun balletto delle responsabilita’.
Ovviamente ci si chiede perche’ il pazzo fosse in liberta’ su cauzione, ma sapendo che tutti operano secondo le regole, non si mette in discussione il giudice ma le regole, che verranno sicuramente inasprite, per quanto riguarda i rifugiati ed i sospettati di terrorismo, molto velocemente.
Sui social media poi c’e’ stato, e sicuramente c’e’ ancora, un dibattito tra australiani e americani in merito alle armi. Ci sono cittadini a stele e strisce che affermano che se qualcuno (tra i sequestrati) avesse avuto una pistola il tutto sarebbe durato pochi istanti (anche se con quanti morti non si sa..), e che non si capiva cosa aspettassero le forze dell’ordine a fare irruzione e sparare.
Ho letto personalmente alcuni interventi su FB e devo dire che coloro che laggiu’ si impegnano per dimostrare la bonta’ dell’essere armati mi fanno venire il voltastomaco.
In contrasto con questo elogio delle armi, qua tra I canguri e’ nato invece l’ashtag #illridewithyou che invita tutti a scambiate due parole d’amicizia, per strada, con chi si crede possa essere musulmano, per alleviare gli animi e capirsi meglio.
Questo non per dire che qua ci siano santi, c’e’ molta rabbia e anche odio in queste ore tra gli australiani, ma per sottolineare come, in risposta a quegli americani esagitati, ci si rifa’ all’orgoglio del multiculturalismo e alla rinomata accoglienza del popolo australiano.
Ancora, ed a questo proposito, e’ tornata la retorica in pompa magna. Come gia’ scritto in passato trovo questo autocelebrarsi molto stucchevole. Eppure ammetto che sentire tutti in tv parlare allo stesso modo, farsi coraggio, appellarsi al buon senso, alla giutizia, all’orgoglio australiano, al sacrificio di alcuni, all’eroismo di altri, ai valori della comunita’,  ti trasmette un senso di protezione, appartenenza e coesione e voglia di aiutare che non immaginavo e non avevo mai provato prima, (in baninia intendo).
ps-scrivere col correttore in inglese e' un incubo. Perdonate le lettere mancanti o invertite in automatic!

martedì 25 novembre 2014

Decorazioni e G20

Nelle ultime settimane vi sara' capitato di sentire nominare Brisbane a causa del G20.
 
L'evento e' stato importante per la citta' che solo un'altra volta, Expo88, e' stata sotto gli occhi della comunita' internazionale.
 
La preparazione e' iniziata, o forse dovrei dire, ha iniziato a raggiungermi, ben piu' di un anno prima. A lavoro sono arrivate puntuali e continue email di aggiornamento sulla situazione. Quale situazione? direte voi.
Beh, tutti gli uffici, i lavoratori, le aziende, i commercianti, i condominii, i residenti, i trasporti, i volontari, gli operatori turistici, i gestori dei parchi, le scuole, alunni e insegnanti, le piscine, i campi da gioco, gli ospedali, tutte le persone e tutte le attivita' in centro citta' hanno dovuto partecipare e prepararsi a qualsiasi situazione di emergenza. Non solo, ai vertici delle amministrazioni si e' discusso a lungo sull'oportunita' di chiudere il centro, in quali termini e per quanto tempo.
Insomma, consci delle proteste e delle violenze accadute in alter parti del mondo, non si e' lasciato nulla al caso. E in un eccesso di prudenza, che non fa mai male, alla fine si e' deciso di chiudere, in tutti i sensi, il centro citta', e mandare in ferie forzate tutti per una settimana, Non solo, nei tg hanno continuamente invitato la gente a non recarsi in centro e a farsi un bel weekend al mare.
Giusto per la cronaca aggiungo che tutti gli edifici del centro, nonostante la chiusura, hanno dovuto partecipare ad una lunga serie di simulazioni di evacuazione nei sei mesi precedenti, e per le tre settimane precedenti all'evento, tutti i parcheggi pubblici (interni ai grattacieli e altre strutture) sono stati resi inacessibili. 
 
Ma questa e' l'Australia, e la preparazione al G20 non ha comportato solo misure di sicurezza: con altrettanto anticipo sono stati creati nuovi gruppi di volotari, specificatamente istruiti,  per accogliere i visitatori (oltre 3000 ospiti internazionali di solo accompagnamento ai politici!), un nuovo sito turistico informativo specifico per l'evento, un mese di eventi artistici gratuiti e non in giro per la citta', treni e bus gratuiti, luci colorate su tutti i ponti e palazzi di Brisbane (luci controllate elettronicamente le cui combinazioni erano possibile pianificare, per chiunque volesse, tramite registrazione ad un sito web), e altro ancora.    
 
Insomma, se da un lato ci hanno scassato i maroni con la sicurezza, dall'altro e' stata una gioia uscire la sera, nelle settimane precendenti, a godere di luci, musica, bancarrelle, e aria di festa il tutto condito da un clima gia' estivo. 
 
Ma come e' andata alla fine?
Ovviamente tutto liscio e pacifico. I due o tre cortei di protesta erano formati da poche centinaia di persone che reclamavano diritti, rispetto e pari opportunita' per le comunita' aborigine e attenzione all'ambiente. Ho avuto l'impressione che nei siti italiani si cercasse di pompare "la protesta" ma non e' successo proprio niente degno di nota. Una partita di calcio in banania causa piu' disastri che 2 giorni di opinabili vertici internazionali da queste parti.
 
Ma a parte tutto volevo concludere segnalando il lavoro di decorazione che il comune ha messo in moto per abbellire i -pochi- grigi muri della citta' agli occhi degli ospiti.
Queste opere che vi segnalo sono spuntate dal giorno alla notte proprio vicino a dove lavoro, sui pilastri della linea ferroviaria:
 
 
 
Questo e' invece il sito ufficiale:
 


lunedì 23 giugno 2014

Commonwealth Game 2018

Io lo ignoravo ma i paesi appartenenti al Commonwealth ogni 4 anni si organizzano le loro mini olimpiadi, chiamate i giochi del Commonwealth.
 
Tra pochissimo inizieranno quelli di quest'anno a Glasgow e gli atleti australiani sono pronti a partire.
 
Ma sono i prossimi ad interessarmi.
Infatti quelli del 2018 si terranno in Gold Coast, Queenlsand, ossia a 50km da qui.
 
Parentesi.
Gold Coast era il nome di una zona geografica, come Costa Smerarda, per intenderci.
Prima che il nome stesso fosse coniato, esistavano solo chilometri di sabbia e dune e mare cristallino, ed una piccola cittadina di morti di fame chiamata South Port.
Poi un giorno un imprenditore scaltro chiamo' il suo motel da quattro soldi Surfers Paradise. Fece il botto. Costrui' altri hotel, divenne ricco, il boom economico e surfistico degli anni sessanta fece il resto. Una nuova cittadina dedita al turismo si formo' dal nulla (a scapito della sabbia) e divenne cosi' grande che South Port si trasformo' in una palla al piede. Scaltri amministratori crearono quindi il Comune di Surfers Paradise, che col tempo divennne una localita' nota in tutto il mondo (mentre il paradiso dei surfisti veniva distrutto). Nacque quindi la Gold Coast, altro nome per attrarre turisti in tutta la zona di mare a sud di Brisnane sino al confine.
Negli ultimi dieci o venti anni la popolazione e' aumentata in misura tale da render necessario un nuovo assetto amministrativo. Quindi Gold Coast e' diventato il nome della comunita', dell'area nella quale Surfers Paradise fa da insegna luminosa. 
Chiusa parentesi.
 
Tornando a noi, giorni fa avevo sentito questa notizia in tv.
Ossia che 3 strutture sportive nuove di zecca e 8 altre al momento in fase di ammodernamento, saranno consegnate ben prima della data di inizio dei giochi.
La pagina che ho linkato, dello scorso gennaio, non entra nei dettagli ma in tv, a marzo, avevo sentito di un anno di anticipo sulla consegna dei lavori e pure di un risparmio sul costo totale previsto.
 
A questo link potete trovare e navigare il sito internet dell'evento, ovviamente gia' funzionante.
 
Mi fermo qui.
Che volete che aggiunga?
Qualcuno sussura expo'?
 
Ah, si! vaffanculo, ecco cosa potrei aggiungere..

Il grande freddo

E' incredibile come questo blog sia ancora vivo e continui ad attrarre lettori, nonostante non pubblichi niente per semestri interi!
 
Inoltre scrivo solo in italiano e se avessi avuto la pazienza di usare anche l'inglese credo avrebbe avuto un gran bel seguito!
 
In ogni caso mi degno finalmente di aggiungere qualcosa.
 
Ossia la notizia, assolutamente da prima pagina, che deve nevicare!
Non qua ovviamente, ma sulle Alpi australiane, Victoria e New South Wales.
La tempesta del secolo! la chiamano.
 
A quanto pare si sono create le condizioni perfette perche' sulle montagne nevichi forse per dieci giorni. Stanotte sono scesi ben 50cm!
A giudicare dai media gli australiani sono tutti eccitati. Neve!! Tanta neve!
 
Qui nel Queensland il fronte polare arrivera' domani, mercoledi, rendendo la notte particolarmente fredda. Le previsioni di oggi dicono sole sino a sabato, massime dai 22 ai 25 gradi, minime giu' sino agli 8 di giovedi notte!!
Per me ormai scendere sotto i 10 gradi e' una esperienza da circolo polare artico. Soprattutto perche' le case qua sono tutte spifferi, per combattere il caldo! Ed ecco che se le temperature in se non sono niente di particolare, si traducono in mani e piedi e naso ghiacciato se si sta fermi davanti al pc o alla televisione. Ed il letto ha bisogno di una bella trapuntona, abbinata a pigiama totale.
 
Per fortuna il solstizio di inverno e' passato ed il sole sta gia' recuperando qualche grado all'orizzonte.
A parte quelli sfigati di Sydney e Melbourne (sempre grazie a quei servi della regina che invece di stabilirsi al caldo hanno scelto il massimo freddo possibile), qua si tratta di pazientare per una sessantina di giorni.
 
A me l'inverno non manca manco per sbaglio. E se potessi eliminerei questi due mesi nei quali devo indossare pantaloni e felpe e scarpe chiuse.
Ma mi accontento.
Vai col grande freddo! 

sabato 25 febbraio 2012

Il giornalino dell'incredibile 2


Ricordate il post Il giornalino dell'incredibile ?

Bene, come ho detto qualche altra volta il Sindaco mi scrive sempre e mi tiente sempre aggiornato su cosa combina per migliorare la mia vita a Brisbane.

L'ultimo numero della rivista del comune, con la facciazza del sindaco in prima pagina, mi da lo spunto per ricollegarmi a cose scritte tempo fa e chiudere, o quasi, il cerchio.

Inizio dall'alluvione dell'anno scorso, i cui miei post sono nella apposita categoria sulla destra, con le tempistiche del recupero dopo il disastro:

13 Gennaio 2011- Il Brisbane river raggiunge il picco a 4.46m oltre il livello suo medio causando la distruzione che sappiamo.

14 Feb- 75% delle fermate dei mezzi pubblici sul fiume e' operativa

8 Mar- 50% dei parchi alluvionati sono riaperti

22 Mar- 100% degli aiuti monetari distribuiti alla popolazione affetta

18 Aprile- 90% delle fermate dei mezzi pubblici sul fiume operativa

13 Luglio- completato al 100% il lavoro di ripulitura di tutti i corsi d'acqua

31 Luglio- approvati 11.83 milioni di dollari di ulteriori aiuti alla popolazione

20 Sett- completati al 100% i lavori minori di ristrutturazione

4 Ott- inaugurazione del 19esimo Citycat

15 Nov- 97% dei parchi alluvionati riaperti


Non viene menzionata la piscina pubblica di South Bank in quanto, credo, il parco e tutta la zona che comprende ristoranti, bar, passeggiate, negozi, cinema, parcheggi etc., fa parte di una azienda o cooperativa privata. In ogni caso la piscina e' stata riaperta a Maggio.

Il sindaco parla invece della River Walk, ossia della camminata galleggiante sul fiume di oltre 1 km, e costata qualche milione di dollari, che l'alluvione aveva strappato via.
E' adesso ufficiale che sara' rifatta, secondo nuovi ed alti standard, a cominciare dal 2013. Tempo previsto per la consegna dei lavori: giugno 2014.

Quasi un anno fa avevo parlato della decorazione delle signal boxs, in questo post.
Il sindaco mi dice che e'stato annunciato il vincitore e c'e' la foto relativa alla migliore opera. Ebbene, per strada ho visto decorazioni molto migliori di quella piu' votata.
Non si merita un link!

Infine, udite udite, e' stato finalmente piantato il 2 milionesimo albero! In una citta'
soffocante come Brisbane ci voleva! Ahah!
Se volete saperne di piu', leggetevi Il milionesimo albero.

Grazie Sindaco!

martedì 29 novembre 2011

Disegnando Brisbane



Tempo fa avevo visto in tv un documentario su un ragazzo inglese, autistico.

A grandi linee mi ricordo che il bambino era sostanzialmente muto e quando aveva iniziato ad andare all'asilo erano sorti i primi veri problemi. Dopo poco tempo gli esperti gli diagnosticarono la sua malattia e la madre non sapeva cosa fare e come affrontare la diversita' del figlio.
Se non ricordo male fu quasi per caso che, a 5 anni, qualcuno mise Stephen, questo il nome, in un angolo con un foglio di carta ed una matita. Subito il bambino comincio' a disegnare e gli adulti intorno a lui rimasero sbalorditi.

Divenne chiaro che il disegno era il suo mezzo per comunicare e relazionarsi con il mondo.
Fu cosi' che con il sostegno di qualche specialista ben disposto, nonostante la mancanza di denaro della famiglia, il bambino fu spinto e stimolato a sviluppare il suo talento, convogliando nel disegno le paure, i vuoti, i pensieri e le gioie di una mente difficilmente analizzabile.

Non saprei quanto Stephen fosse gia' famoso prima del documentario, ma gia' a quel tempo si era cimentato nel disegno delle piu' incredibili strutture architettoniche e dei piu' complessi e vasti panorami urbanistici.

Non sapevo altro, ma ho appena imparato che Stephen attualmente gira il mondo continuando a produrre su delle tavole enormi scorci delle citta' che, immagino, lo invitano a disegnare.



Da sabato fino ad oggi pomeriggio si trova qua a Brisbane, ospite della State Library, impegnato in 4 giorni di disegno per mettere su carta la vista del centro cittadino di Brisbane, coi suoi mille palazzi dalle mille finestre.



Non ho potuto mancare e sono andato a vederlo all'opera.
Se ne stava la', circondato da una piccola folla sempre in movimento, con una bottiglia d'acqua, il succo, le penne di ricambio e l'Ipod nelle orecchie, a disegnare la capitale del Queensland.
A leggere il cartello informativo, Stephen ha fatto un volo in elicottero per farsi un' idea della City, e ha deciso di disegnare sfruttando il punto di vista della ruota panoramica di South Bank.
Mentre lavora Stephen ascolta HipHop, R&B, e altri generi simili della cultura di colore americana, e la sua visione di Brisbane rimarra' esposta per 6 mesi alla State Library, poi immagino che verra' messa in vendita.



La cosa piu' bella e' che per la maggior parte del tempo, mentre disegnava, Stephen sorrideva compiaciuto.



Ma non ho ancora scritto esplicitamente in cosa consiste il suo celebrato, e celebrale, talento.
Ebbene, Stephen Wiltshire disegna a memoria!



Sito ufficiale: http://www.stephenwiltshire.co.uk/
Vi consiglio di cliccare sul Live from Brisbane dove leggere il suo diario, vedere qualche foto, ed anche seguire un interessante video realizzato qua in questi giorni.

..se siete pigri invece..:
http://www.google.com.au/search?q=stephen+wiltshire&oe=utf-8&rls=org.mozilla:en-GB:official&client=firefox-a&um=1&ie=UTF-8&hl=en&tbm=isch&source=og&sa=N&tab=wi&biw=1138&bih=533&sei=QE3UTt-fBeaJmQXquK1s

lunedì 14 novembre 2011

C'e' la Regina!


Ma che ne sapete voi, sudditi senza un Re!

Qua infatti e' da poco finita la visita della Regina alla provincia australiana!
Inutile dire che i sudditi locali sono andati in visibilio e che ovunque si e' ripetuto il solito rito della passeggiata regale, con la vecchia circondata dai piu' devoti leccapiedi.
D'altronde gli australiani avevano avuto l'occasione di disfarsi della vecchia e dei suoi costi nel '99, quando con un referendum si dicise, a dire il vero con una maggioranza esigua, di continuare a pagare le tasse ad una famiglia di stronzi dall'altra parte del mondo.
I miei colleghi si affrettano a precisare che alle nuove generazioni non gliene puo' fregar di meno e che l'indipendenza dell'Australia non e' lontana.

Mentre dunque aspettiamo che la Storia si compia, commento brevemente cio' che ho visto in tv.
Ho avuto modo di seguire sua altezza in quel di Perth, dove ha ringraziato il pubblico con un discorso scontato fino alla farsa, privo di ogni originalita', e soprattutto letto paro paro dal foglietto che aveva in mano. Ma dico: e' una vita che vive alle spalle dei suoi sudditi al solo scopo di fare discorsi, ancora non ha imparato a non leggere?
Unica nota positiva: la brevita'. Che pero' se fossi stato suo suddito non ci sarei rimasto molto bene, dato che erano anni che non si faceva vedere e che probabilmente sara' la sua ultima..

Altra cosa pessima e' stata la passeggiata, coi sudditi opportunemente ammaestrati a donare incessantemente chili e chili di bellissimi fiori messi immediatamente da parte senza neanche uno sguardo, e i bambini di scuola a donare disegni e oggetti da loro creati, ugualmente ignorati e che non hanno scalfitto minimamente l'animo di Sua -troppa- Altezza.
Era ovvio, nonostante il commento tv entusiastico, che per la vecchia si trattasse dell'ennesima noiosa parata della quale avrebbe potuto farne a meno.
Peccato veramente che gli australiani non le abbiamo fatto capire che anche loro possono fare a meno dell'unica monarchia europea che si comporta ancora come fosse nell'800.

Per quanto mi rigurda, la vecchia e' passata anche a Brisbane, e quella che segue e' la distanza minima a cui sono arrivato dalla regina:

la folla, sull'altra sponda del fiume, si prepara all'arrivo di sua Maesta'. A me sono mancati gli ultimi 500m e un ora di attesa. Ma avevo da fare cose piu' importanti..

L'immagine del titolo ritrae sudditi volenterosi e ben vestiti (!) che si recano a salutare la Regina

lunedì 13 giugno 2011

Due post veloci: Che freddo 2


Altro capitolo.

Per la prima volta a Brisbane arriva la pista, errante, per pattinare sul ghiaccio!
Del tutto simile a quelle che ora e' di moda installare nelle piazze delle citta' italiane, ma immagino anche del mondo intero, che vogliono darsi un tocco giovane e moderno.

L'hanno appena inaugurata e rimarra' nella piazza del comune per 3 settimane (un po' poco..).
E'stato strano avere il bianco ghiaccio li' ad un metro da me, ma ancora piu' strano vedere questa creazione che suggeriva freddo, immersa in un contesto cosi' sbagliato!
Vero e' che e' inverno e che la settimana scorsa abbiamo toccato i 13 gradi, ma oggi ce n'erano piu' di venti ed il sole splendeva come al solito!
Nessuno indossava un giubbotto o i guanti o che so io.. una sciarpa. Erano tutti accaldati ed il ghiaccio della pista si scioglieva! Ogni 45 minuti la chiudevano per manutenzione.


Ecco la piazza occupata dall'evento, con la pista che rimane nascosta dai tendoni che ospitano le rivendite di alcolici. Da notare le palme..

Ora, tornando al discorso delle stagioni e della gente confusa del post precedente, oggi non ho potuto che pormi altre surreali domane. Del tipo:
Perche' a parte i tendoni, le altre strutture erano finte baite di ispirazione tedesca?
Perche' le finte baite vendevano tutte birra tedesca e wurstel e crauti?
Perche' le scritte erano anche in tedesco?
Che ci facevano le lucine di natale e gli alberi di natale?
Che relazione esclusiva c'e', nella mente degli organizzatori, tra il pattinare, la germania, l'inverno ed il natale?

C'e' forse un complotto in tutto questo?

Le baite da vicino: possiamo notare qualche birra sul bancone piu' vicino, un albero di natale, le lucine, le tovagliette a quadri celesti e una ragazza seminascosta servire wurstel. Tre delle persone in fila sono in calzoncini..

Ecco qua l'albero da vicino e la scritta in tedesco! Anche il costume della tipa rimanda alla Germania?


La pista di pattinaggio. C'e' uno in shorts e magliettina. Vi ricorda qualcosa?


Due post veloci: Che freddo 1

Prima di scrivere dei viaggi come avevo promesso, vi sparo al volo due post belli freschi.
E' infatti arrivato l'inverno!

Giovedi 9 per Brisbane e' stata la giornata di giugno piu' fredda dal 1916!

La temperatura massima ha toccato l'incredibile limite di soli 13 gradi centigradi. Della minima non se ne e' parlato, se ve lo state chiedendo. Sara' stata sui 9, su per giu'.

Devo dire che a causa di tutto un giro d'aria polare che non vi sto a spiegare, e che non conosco, per diversi giorni la massima e' stata al di sotto dei 20, rallentando sensibilmente le mie funzioni vitali.
E' strano pensare che se fossi stato nello stivale ci avrei messo la firma, per questo inverno, mentre ora rabbrividisco!

In ogni caso la cosa piu' curiosa di tutto questo e' che i cittadini di Brisbane, quelli cresciuti qui, ecco... forse loro delle stagioni hanno imparato a scuola.. ma sembrano non capire bene come funzionino, o cosa comportino.. o forse se ne fregano semplicemente.

Non e' raro, anzi, incrociare per strada persone vestite come se si fossero svegliate a gennaio e per un malefico incantesimo si siano ritrovate al freddo di giugno.
Io non me ne capacito, e mi chiedo sempre:
Ma dov'erano tutta la settimana? Non si sono accorti che l'estate e' finita da un pezzo? Non hanno visto le previsioni? Non hanno guardato fuori dalla finestra prima di uscire?

No.

13 gradi, vento e pioggia. Cosa c'e' di meglio dei pantaloncini del pigiama per andare in giro?



Il giorno dopo. Temperatura poco piu' alta. Un pallido sole esce nel pomeriggio dopo la pioggia. Ma questi due passeggiano in centro in magliettina, shorts e ciabatte. Non si sono accorti di niente?



Questo ha vinto la giornata! Era forse in spiaggia?


Ma non fraintendetemi! Queste non sono le foto di 3 tipi strani che ho beccato per strada. Queste sono solo 3 foto di una marea di gente che esce in calzoncini e ciabatte SEMPRE.
And I wonder...




sabato 15 gennaio 2011

Get out! - Ricostruzione

L'acqua si e' ritirata molto piu' velocemente di quanto ci si aspettasse.

La terribile alluvione del 74 non e' stata superata in altezza ne in longevita', per cosi' dire.
Probabilmente i danni sono si molto maggiori, perche' oggi Brisbane e' ben diversa da quel paesone di provincia degli anni 70.

La situazione e' complessa da capire e descrivere, per chi come me si trova a dover imparare qualsiasi cosa di un Paese straniero. Osservo, ascolto, valuto e mi gratto la testa.
E' tutto molto differente da cio' a cui ero abituato.

Prima di tutto i politici.
In tv si sono visti sono il sindaco, la presidente(ssa) del QLD, il (la) Primo(a?) Ministro(a?) australiano ed il capo dell'opposizione del Governo Federale. Quattro persone in tutto. Le ultime due giusto per garantire il supporto di tutta l'Australia, ma mai in prima fila.
Nessuno ha mai accennato ad una polemica. Nessun ente o figura importante a qualsiasi livello a denunciato mancanze, ritardi o semplici colpe.
Niente di niente.

Il leader dell'opposizione anzi ha detto qualcosa di questo tipo:
"Non e' il momento per giocare alla politica. Il Governo locale e federale stanno agendo bene per far fronte ad una situazione catastrofica. Noi controlleremo che il Governo utilizzi bene le risorse per la ricostruzione.
E' invece importante che chi non ha subito danni, esca di casa ed aiuti chi e' stato sfortunato.
Get Out and start to help! Uscite ed iniziate ad aiutare!"

E questo appello e' stato poi ripetuto da tutti, presentatori televisivi compresi.

"Get out and help your neighbours. This is the australian spirit! We have been throught many difficult times, and the australians know what to do."
"Esci di casa ed aiuta i tuoi vicini. Questo e' lo spirito australiano! Ne abbiamo viste tante nel tempo, e sappiamo cosa dobbiamo fare."

In particolare Anna Bligh, Presidente del QLD, ha pronunciato una frase che e' gia' entrata nei cuori dei cittadini:
"We are queenslanders! This weather may break our hearts, but it will not break our will!"
"Siamo queenslanders! Questo tempo (metereologico) ci potra' anche spezzare il cuore, ma non ci spezzara' la volonta' "

E da qui e' nato un fiume di retorica patriottistica. Frasi scontate di autocelebrazione che sarebbero stucchevoli se non fosse per cio' che e' appena successo.
Pero' questa enfasi, questa carica, questa retorica ovvia, ha l'effetto di pompare gli animi ed, in parole povere, far muovere il culo alla gente!

Non so come o in che modo, ma con l'acqua ancora alle caviglie ed il fango a bloccate chilometri di strade cittadine, la macchina per la ricostruzione era gia' in moto.
Migliaia di persone sono scese in strada armati di pale, scope e stracci, carriole e secchi, ed ha iniziato a lavorare.

Non ho sentito discorsi sul come, sul quando, sulle priorita', su mega commissioni straordinarie anticrisi da nominare, poi eleggere, e poi rendere operative per iniziare a ragionare sul da farsi.
Niente.

Get out and start to help.
E la gente e' uscita in strada ed ha cominciato a ricostruire la propria citta'.

Poi, ripeto, senza aver sentito di coordinamenti speciali ecc ecc, sono arrivati i pompieri, la polizia, l'esercito. Le squadre per ricollegare la corrente elettrica, l'acqua.
La Marina Militare e' al lavoro nella Moreton Bay per ripulire il mare dai detriti portati dal fiume e le barchette pilota del porto commerciale trainano via i relitti lungo il Brisbane River. Gli elicotteri dell'esercito portano i rifornimenti di carne, frutta e verdura ai supermercati perche' molte autostrade e vie cittadine sono ancora bloccate. I giocatori delle squadre di football e di altri molti sport, eroi cittadini, spalano il fango come tutti gli altri. Ci sono poi quelli che portano acqua, bibite e panini, o assistenza sanitaria a chi lavora.
Tutto e' in moto.

Hanno organizzato le squadre dei volontari. Bisogna registrasi nei centri di raccolta dove i bus del trasporto pubblico vengono utilizzati per portare i volontari dove piu' serve.
In un giorno sono stati registrati 7000 volontari, ma il conteggio e' in difetto di tutte quelle persone che semplicemente sono usciti di casa ad aiutare i vicini.

Non ho mai visto tanta gente per strada.
E' un momento incredibile e commovente.
Ed anche una lezione.

Non so quanto tempo occorrera', ma sono gia' sicuro che tornara' tutto come prima.

Abbiamo aiutato sconosciuti a ripulire case in cui il fango arrivava al soffitto. Siamo stati ringraziati ed abbracciati. Altri ci hanno dato da bere e da mangiare, alcuni hanno scattato foto per ricordarci.
Sono rientrato che ero un relitto marrone. Ma mi sentivo bene.


Aggiornamento - Domenica 16 gennaio

Sono le 11 del mattino ed ho appena sentito Anna Bligh aggiornare il pubblico sulla situazione.

L'alluvione ha coperto un area di 500.000 km quadrati.

4 giorni fa l'acqua stava soffocando la city ed i suoi grattacieli. 10 dei piu' importanti, tra cui quelli governativi, erano "fuori servizio". Ad ora sono rimasti solo 5 palazzi in difficolta' che dovrebbero essere resi operativi per mercoledi'.

Il porto commerciale puo' tornare ad operare da domani.

Le strade sono quasi tutte riaperte e per la fine della settimana la situazione nei supermercati tornera' normale.

L'aviazione sta fotografando tutto il QLD per tenere traccia delle aree colpite per il futuro.

Il Governo federale e quello locale hanno messo a disposizione ulteriori 10 milioni di dollari ciascuno per aiutare le famiglie in difficolta'. Il canale ufficiale per la raccolta dei fondi ha toccato 85 milioni di dollari. Tutto questo denaro andra' alla popolazione, mentre i costi della ricostruzione delle infrastrutture pubbliche sara' a carico delle casse statali.
Ad oggi il governo locale sta gia' distribuendo il denaro al ritmo di 100 pratiche all'ora, ossia hanno gia' servito 42.000 richieste, nella misura di 1.000 dollari ad adulto e 400 dollari per minore. Per impedire che questo processo rallenti, funzionari dagli altri Stati sono in arrivo per dare il cambio 24 ore su 24.
Ovviamente poi si trattera' di valutare i danni alle proprieta' e distribuire denaro in somme maggiori.

92 scuole sono state colpite dall'acqua ma per il 28 gennaio tutte saranno in gradi di iniziare il nuovo anno scolastico.

Il numero dei volontari registrati e' salito a 12.000. A questi bisogna sempre aggiungere alcune migliaia di altri che non hanno avuto modo di recarsi a registrarsi.

Sono state arrestate 10 persone per furto nelle case e nei capannoni abbandonati. Data la situazione, la pena per il furto e' stata duplicata da 5 a 10 anni di carcere.
Venerdi 14 due dei dieci arrestati hanno passato la prima notte dietro le sbarre. Non ho sentito altro in merito, ma immagino che ad oggi anche gli altri otto siano al fresco.



mercoledì 12 gennaio 2011

Una bella giornata tragica

Come si suol dire il destino e' beffardo.
E che risate si e' fatto il destino alle spalle dei poveri abitanti di Brisbane.

Oggi infatti, 12 gennaio 2011, dopo mesi di incessanti piogge torrenziali, la citta' si e' svegliata con un bel sole estivo, caldo. Alle 7 c'erano gia' 25 gradi ed il cielo era azzurro come mai in questi mesi, e gli uccellini cantavano allegramente.

Solo che immense zone e migliaia di case lungo il fiume, e non solo, hanno iniziato la giornata sott'acqua.
Ho visto con i miei occhi la marea del fiume salire e mangiarsi minuto dopo minuto i gradini che separano le passeggiate lungo il fiume dalla piscina pubblica di South Bank e da tutto il moderno Centro Culturale della citta'.

L'acqua e' salita e non ci sono stati sacchi di sabbia a fermarla.

Le proporzioni dell'alluvione sono impressionanti.
Non solo i quartieri lungo il fiume sono sotto, ma lo sono anche molti altri attraversati da quelli che fino a poco tempo fa erano piccoli affluenti, ed anche altri ancora in cui i tombini non sono piu' in grado di disperdere l'acqua piovana.

E' un disastro.

Il cuore della citta' e' stato evaquato in mattina ed in attesa dell'acqua e' stata tolta la luce ai scintillanti palazzi che ricordano Manhattan.
Allo stesso modo questa notte, mentre scrivo, e' tutto buio. Le strade sono bloccate ed in cielo passano incessanti gli elicotteri. Sembra si sia in attesa delle bombe tedesche o alleate, ed invece e' la citta' che affoga.

E' sempre possibile spostarsi perche' Brisbane sorge su un mare di colline piu' o meno alte. Alcuni viali trafficati scorrono proprio sul dorso delle colline ed in queste ore stanno raccogliendo sostanzialmente tutto il traffico in movimento.
In qualsiasi punto si scenda verso il fondo di una discesa e' probabile che si incontri l'acqua e che si debba tornare indietro. E' una sorta di labirinto con un solo, o quasi, percorso possibile.

Il fiume si e' portato via i pontili del trasporto pubblico, le passeggiate, le siepi, i cassonetti, gli interni delle case e dei locali, pezzi d'asfalto, alberi, barche, distrugge i parchi pubblici e le migliaia di case e aziende di questa bella citta'.

E' un disastro vastissimo.
E' quasi mezza notte e mancano ancora 4 ore ad uno dei picchi previsti, che dovrebbe superare il famigerato livello dell'alluvione del 74.

Un amico mi diceva che la diga che teneva il fiume ha aperto le chiuse ad un livello di "carico" del 180%. Cio' significa che le autorita' hanno spinto al limite la tenuta dell'impianto sperando che smettesse di piovere. Ma il destino se la ride ed ormai non e' piu' possibile far niente se non aspettare che passi.

Oggi c'era il sole e la citta' e' affogata.

mercoledì 3 novembre 2010

It's the Melbourne Cup!



Mentre in banania la vita cittadina si ferma solo in occasione di eventuale finale mondiale di calcio giocata dalla nazionale azzurra, in Down Under sono diversi gli avvenimenti che ipnotizzano la popolazione.

Lo State of Origin di cui ho parlato, The ashes relativo al cricket, le celebrazioni ai caduti in guerra nell'Anzac Day, le varie finali di football AFL e NRL, l'Australia Day di cui ho scritto e forse dimentico ancora qualcosa. Ed ovviamente c'è la Melbourne Cup!

In questo caso non è un torneo di tennis, non ha a che fare con la formula1 e neanche con la vela. Trattasi infatti di una corsa di cavalli.

Ieri 2 novembre, si è disputata la 150° edizione.
L'evento è stato un cataclisma. Hanno cominciato a parlarne da un mese prima e d'un tratto tutto sembrava dipendere dalla Melbourne Cup e dal suo svolgimento.
In tv tutti i talkshow hanno dedicato spazio all'argomento, e tutti sembravano diventati di colpo esperti di cavalli e fantini. Ma a stare bene attenti il tema centrale non era la gara, ma le scommesse e il vestito giusto con cui buttare il proprio denaro!

Donne forse in fila per il bagno che fanno comunque sfoggio dei loro improbabili cappelli


Ore di parole per tenere aggiornato il pubblico sulle quote dei cavalli, su come vestirsi e quale è l'ultimo trend in fatto di abbinamenti e acconciature equine. Storie agonistiche dei cavalli, comparazioni delle quotazioni delle varie agenzie, ospiti internazionali ed emeriti sconosciuti, abiti improbabili e sorrisi smaglianti.
Una fiera, un carnevale mediatico che ha coinvolto tutti.
Non c'è stato ufficio o posto di lavoro in cui non si sia organizzato un pranzo per l'evento, e non si siano raccolte le puntate per le scommesse. Dall'ultimo irraggiungibile piano della Aurora Tower di Brisbane, al baretto che vende fish'n chips a Red Cliff, dal Meriton World Tower di Sydney all'ultima pompa di benzina prima dei 2000km del Simpson Desert. La 150° Melbourne Cup è arrivata ovunque. E non era sola.
Per circa 5 ore la regina di tutte le gare è stata preceduta da una serie di competizioni di contorno che servivano a scaldare i muscoli ai cavalli e svuotare le tasche ai cittadini. Ore di diretta con tanto di mastodontico Boing 777 della Emirates in volo a bassa quota sull'ippodromo stracolmo di gente in mostra. Tra l'altro c'era anche uno sponsor italiano, la Lavazza, che in collaborazione con la Emirates, appunto, regalava settimane da sogno tra Roma, Venezia e Firenze.

Insomma, spero mi abbiate capito.
L'Australia si è fermata per quasi un giorno intero.

E mentre a Melbourne come al solito in 5 minuti passavano dall'inverno all'estate e poi ancora all'inverno, quassù nel Queensland il sole splendeva inesorabile.
Così, complice l'arrivo in città di un amico in viaggio da tempo, ho inforcato gli occhiali da sole e sono andato a respirare l'aria della corsa/festa in pieno centro.

Incrocio tra Leichhardt St. e Edward St. completamente vuoto alle 13:30. Dove sono tutti?


L'area pedonale era completamente ostruita dallo stand di un'agenzia di scommesse e dalla relativa folla. Schermi, videate, dirette, altoparlanti ed ovviamente i banconi della ricevitoria per scommettere sino a pochi secondi dalla partenza. Una marea di turisti confusi sostava cercando di capire cosa succedeva, con accanto le signore australiane imbellettate intente a leggere le ultime quotazioni.
Mi sono fatto prendere dall'euforia. Lo ammetto. All'agenzia di scommesse provvisoria c'erano decine di persone pagate per spiegare ai passanti come scommettere. Ho chiesto, e nonostante la marea di incomprensibili dati sugli schermi, ho constatato che era semplice come compilare il lotto da noi. Al diavolo, mi son detto, 5 dollari in onore della Melbourne Cup! (non si sa mai..)

La ricevitoria volante della TAB tra i turisti e gli scommettitori


Ho consultato gli schermi. Decine di cavalli erano dati a cifre astronimiche, due erano dati ad appena 2 punti, i favoriti, ed alcuni andavano dai 3 ai 5 punti. Mi son detto: le cifre astronomiche saranno relative ai brocchi ed i favoriti magari poi non vincono. Insomma , tra i miei papabili c'erano due bei nomi di cui avevo sentito parlare in mattina: Americain e So you think. Al diavolo, ed ho aggiunto anche quell'altro con la quotazione simile di cui non ricordo il nome. 3 cavalli in tutto. Ma siccome non volevo sprecare denaro proprio a vuoto, ho compilato la scheda dandoli per vincitori, ma anche per piazzati. Vebbè, mi son detto, non facciamo i miserabili a questo punto! Vai con 10 dollari. D'altronde è la Melbourne Cup!

Mi sono messo in fila. Mancavano 10 minuti. Arrivato il mio turno la tipa mi ha chiesto 30 dollari!
Come? dico.
30 dollari. Credo di essere diventato bianco.
Ho deglutito e ho pagato. E mi sono chiesto perchè. Perchè? Ma come avevo fatto? Ma non volevo spenderne 5? Eppure le istruzioni pensavo di averle capite! Mi sono maledetto e mi sono inventato che forse quella ricevitoria era una fregatura nella quale applicavano incomprensibili tariffe alle giocate.

Comunque il mio dramma è stato subito fagocitato dalla partenza della gara.
Un attimo prima del via, d'un tratto, c'è stato silenzio. Anche i commentatori erano zitti. Credo che per 2 o 3 secondi, l'Australia sia rimasta muta, col fiato sospeso.
Poi tutto è esploso. I cavalli si sono lanciati a circa 50kmh lungo la pista, il commentatore urlava frasi sempre più concitate e la gente intorno a me strillava.
Per metà giro o quasi ha condotto quel cavallo che avevo aggiunto all'ultimo monento. Poi, spompato, è sparito nell'anonimato mentre una decina di cavalli si apriva a ventaglio sull'ultimo interminabile rettilineo. A quel punto non ho capito più nulla. Tutti urlavano. Non c'era più l'ordine di gara in sovraimpressione e il commentatore, per quel che ne so, avrebbe pure potuto recitare versi del Corano in aramaico delle Fiandre. Non avrebbe fatto nessuna differenza.

Al traguardo la gente ha esultato per i soldi appena vinti.
Ho aspettato come un fesso di leggere sugli schermi com'era finita perchè sembravo essere l'unico perplesso.
Ho letto i nomi: Americain primo, So you think terzo. Ho riletto. Ho guardato la schedina che avevo in mano. Numero 8 e 11. Americain aveva il numero 8, so you think 11.

Vi lascio così!

It's the Melbourne Cup!

ps: ore dopo ho capito che avevo puntato si 10$, ma su tre cavalli! Ecco il perchè dei 30..

giovedì 9 settembre 2010

Due nuraghi in Australia


In questi giorni più o meno si festeggia il primo anno di vita di questo blog. (Vi fornirò in seguito il calendario degli eventi, ma sappiate già che verrà a cantare anche Elvis, quello vero, ancora vivo. Ha capito che non può trascurare il compleanno di questo blog..)

In ogni caso, data appunto l'eccezionale ricorrenza, faccio uno strappo alla regola e invece di parlarvi dell'Australia, vi racconto di un evento che ha avuto l'Australia come spettatrice.

Grazie infatti all'interesse del Sig. Murtas, presidente dell'Associazione Sarda del Queensland, è stato possibile organizzare nella prestigiosa sede del Riverside Centre, qua a Brisbane, una mostra congiunta degli artisti Gianfranco Casu, fotografo, e Vincenzo Ganadu, pittore, con la supervisione dell'Art Director Nello Nardi.

Caso particolare, gli interni della hall del palazzo in cui si è tenuta l'esposizione, sono ricoperti di granito proveniente proprio dalla Sardegna! Una sorta di "carrambata" tra la terra e la cultura che le appartiene, a circa 14.000 km di distanza da casa!

Inutile dirvi che la qualità delle opere esposte è stata di prim'ordine.
Le foto di Giafranco Casu negli anni hanno conquistato le copertine del National Geografic, sia nelle edizioni italiane che internazionali, e i suoi scatti unici sulla cultura, l'archeologia e la fauna dell'isola sarda sono veri e propri racconti.
Vincenzo Ganadu, artista eclettico in grado di passare dalla pittura, alla scultura, ai murales, alla decorazione d'interni, deve la sua crescente fama mondiale alle sue tele impressioniste che ritraggono surfisti in azione. Caso probabilmente unico al mondo, Ganadu potrebbe essere definito un pittore che surfa, ma soprattuto, ad esempio agli occhi degli australiani, un surfista che dipinge! Le sue tele, oltre a decorare le case dei più importanti surfisti, si trovano esposte in California, alle Hawai, in Brasile, nei Paese Baschi e ovviamente qua in Australia.

Per chi sia interessato ecco qua due bei link: quello di Casu, e quello di Ganadu.

Vi lascio con una bella storiella.

Tra le opere esposte, Casu ha portato una bellissima foto che ritrae una volpe tra le rocce. Perfetta, elegante, sensuale. Una composizione semplice ma talmente bella che sembra finta. Un disegno iper realista!
Non ho potuto fare a meno di dirgli: "Senti, ma la volpe, là? Raccontami della volpe!"
E lui, con la sua simpatia mi ha risposto: "Mah, guarda, uno scatto semplice"
Mi ha quindi raccontato che l'ha vista mentre era in macchina dalle parti di Abbasanta, su un cumulo di rocce a pochi metri dalla strada! Si è subito fermato ed è corso ad immortalarla.
"E hai fatto quella foto al volo?" ho chiesto.
"No. Non ero bene attrazzato. Ci sono tornato il giorno dopo"
"E l'hai ritrovata?"
"Si, vive lì. Ho aspettato 3, 4 ore ed è uscita"
"Ed hai fatto quella foto?"
"No. Ne ho fatto alcune, ma non ero contento"
"Ci son tornato il giorno dopo, poi quello dopo, poi quello dopo ancora.. Poi per non farmi vedere, alla fine ho cominciato a nascondermi dietro ad un cespuglio di fichi d'india, e ad infilare l'obiettivo tra le foglie. Infatti in questa foto lei sta guardando "in camera", immobile, perchè sta cercando di capire cosa si nasconde tra i cespugli!"
"Ma quindi, insomma, quando l'hai fatta?"
"Mah, diciamo che mi sono appostato per 4 ore al giorno per.. diciamo.. 40 giorni!"

Quel che si dice uno scatto semplice.

I sardi. In botte piccola..

I 4 mori. Nell'ordine da sx a dx: Nello Nardi, Vincenzo Ganadu, Gianfranco Casu e Giuseppe Murtas.

lunedì 16 agosto 2010

Ekkala qua, la fiera!


Il Queensland ha appena vissuto l'evento piu' grande dell'anno.

Non si tratta di un festival della canzone, non e' lo State of Origin, non e' la gara di FIndy a Surfers Paradise, non e' una partita di Cricket contro l'India, non e' stato l'anniversario per i 150 anni di Brisbane, ne' l'arrivo del giro del mondo in solitaria di una ragazzina di queste parti.
No.
L'evento piu' importante del Queensland e' una fiera agropastorale chiamata comunemente Ekka!

Fu inaugurata nel 1876 a seguito dell'Esibizione Internazionale tenuta in Inghilterra quello stesso anno. La prima edizione accolse 17.000 visitatori. Quest'anno gli organizzatori si aspettavano 400.000 persone ed in merito so' solo che e' stata un'edizione da record.

Sostanzialmente la fiera era l'occasione per portare in citta' i prodotti ed il bestiame di quei imprenditori/agricoltori/pastori inglesi che si avventurarono nell'acquisto di immensi appezzamenti di terreno tra la costa ed il deserto centrale. Era il momento per mostare, comprare, vendere e fare affari, in un'epoca in cui immense distanze si sommavano ai ridicoli mezzi di comunicazione del tempo.

L'Ekka, come qualsiasi tradizione in mano agli inglesi, non e' mai stata messa da parte. E cosi' oggi i bambini del South Est Queensland hanno l'occasione per farsi le foto con le mucche, le galline ed i conigli, mentre i papa' si guardano i rodeo e gli altri spettacoli quasi circensi, con un bell'hamburger di carne della zona tra le mani.

Addirittura il Governo aveva istituito, e ovviamente non l'ha mai cancellato, un giorno di ferie in occasione della fiera.

Essendo l'Ekka l'Evento, i canali tv si scannano per essere i canali ufficiali della manifestazione e uno di loro ha trasmesso per 10 giorni le edizioni del tg dirattamente dal sito della fiera. Una sorta di Ekka Live 24ore su 24.
Ne avevano cominciato a parlare sin dai primi di luglio.

Non c'e' da meravigliarsi quindi quando i cittadini del NSW e del VIC prendono in giro i cugini dello Sunshine State bollandoli come retrogradi e rozzi campagnoli: l'evento piu' importante dell'anno e' una fiera di bestiame all'ombra dei gratacieli avveneristici!!

Com'era in ogni caso la fiera? E che ne so'! Non ero in vena di pagare un biglietto per vedere animali che ho sempre visto..

mercoledì 4 agosto 2010

C'è crisi e crisi


In questo periodo anche in Australia, come in Banania, c'è una crisi politica.
Come dite? Ah sì, giusto, in Banania non c'è nessuna crisi..

Allora inizio così:

Nonostante l'inverno, sono mesi caldi per la politica australiana.

A fine giugno infatti c'è stato l'inciucio.
Kevin Rudd, Primo Ministro laburista eletto nel 2007, ha subìto un amutinamento da parte del suo Partito. Meno di 48 ore dopo l'Australia si è ritrovata con il primo Primo Ministro donna della sua storia: Julia Gillard, classe 1961.

Kevin Rudd è stato abbandonato dai suoi a seguito di due scelte impopolari: l'annuncio dell'introduzione di una sorta di super tassa da applicare alle compagnie minerarie, e l'idea di una "Grande Australia" per il 2050.

Il primario, con l'astrazione di minerali, metalli e carbone, e la loro esportazione, è una solidissima locomotrice economica per tutto il paese. Tale che la crisi finanziaria che ha colpito gli Stati Uniti e l'Europa, qua ha solo scalfito i conti del paese, che conta sempre di più sul mercato orientale, con la Cina assetata di risorse.
Lo spauracchio di una super tassa che avrebbe fatto scappare gli investitori e reso meno competitivo il Paese, ha agitato gli animi di tutti. La tv è stata invasa da spot pubblicitari commissionati dalla confindustria australiana, chiamiamola così, atti ha spargere il panico tra la popolazione, minacciando una ricaduta sulla qualità della vita di tutta la comunità, se il progetto di Rudd fosse andato in porto.

L'immigrazione in questo paese è una fonte di ricchezza da sempre sfruttata, e da sempre pianificata e tenuta sotto controllo. Basti pensare che la sola presenza di studenti stranieri nel paese, fornisce allo Stato la quarta voce degli introiti in assoluto.
Agli studenti stranieri, per esempio, è assegnato un codice fiscale e con quello è concesso di lavorare part-time. Ovviamente la maggior parte di questa marea di studenti ne approfitta. Quindi lavora, produce, paga le tasse, e spende i soldi nei weekend per divertirsi.
E' un giro d'affari immenso. E si parla solo di studenti.
Tutto il capitolo immigrazione è importantissimo ed indissolubilmente legato alla storia del Paese.
Un australiano su quattro non è nato in Australia, e uno su tre ha genitori che non sono nati in Australia.
Detto questo il popolo del Down Under è comunque inorridito quando Kevin Rudd ha espresso la sua visione di una Grande Australia per il 2050, con una popolazione intorno ai 40 milioni di individui (praticamente il doppio della popolazione attuale). Apriti cielo!
E dove li mettiamo? (domanda sciocca)
E come faremo mai a mantere il nostro tenore di vita? (domanda sensata, in effetti)

Non saprei raccontare dei precendenti, ma con queste ultime due idee, Rudd si è giocato il posto di Primo Ministro.
Come detto in un lampo gli australiani hanno avuto un nuovo Leader, e la Gillard si è affrettata a dire che la super tassa non è più in programma e che lei lavorerà per una "Australia Sostenibile" anzichè Grande.
Fatto questo, il 17 luglio ha promesso ai cittadini che sarebbero andati al voto. Quando? Il 21 agosto.

Manca quindi ormai poco per sapere se la prima donna a capo del Paese sarà confermata dal volere del popolo, o se questo voterà per tornare a destra, dove tale Tony Abbott, classe 1957, nato a Londra, promette tra le altre cose di ridurre al minimo le concessioni dei visti a studenti e lavoratori stranieri, lui, straniero, cavalcando lo spauracchio della grande australia, facendo finta di non sapere le ripercussioni economiche che potrebbe portare una tale scelta.

Ho visto l'opuscolo informativo per votare.
Imparo dunque che si voterà sabato 21 agosto, dalle 8 alle 18, non un minuto di più, non uno di meno.
Che votare è un obbligo.
Che si può votare al proprio seggio, ma anche in qualsiasi altro seggio del proprio Stato.
Che se si sbaglia la compilazione, si puo' chiedere un'altra scheda elettorale.
Che se non si sara' nel proprio Stato, si potra' votare nell'apposito "seggio interstatale". Ma che si puo' votare anche in anticipo nell'apposito "seggio per votare in anticipo", o via posta.
Che se si sara' in un altro continente. si potra' votare all'Ambasciata, ma anche usando il "seggio per votare in anticipo", o via posta.
Che se si e' in una zona remota dello Stato, si puo' votare incontrando i "Team per le zone remote" che viaggiano per le zone remote degli Stati.
Che se si e' in ospedale, si puo' votare incontrando i "Team per chi è in ospedale" che fanno i giri degli ospedali.
Che se si e' in carcere e si sconta una pena non superiore a 3 anni, si puo' votare via posta o via cellulare.
Che se si e' disabili, si deve controllare il sito web per sapere quali sono i seggi attrazzati.
Che per la Camera dei Rappresentanti si deve esprime una preferenza assegnando a tutti i candidati un numero da 1 a quanti sono i candidati.
Che per il Senato si puo' segliere solo il Partito, o assegnare una preferenza a tutti i candidati del Partito scelto cn un numero da 1 a quanto sono i nominativi.

Quindi, ricapitolando, il 24 giugno c'è stata la sfiducia a Rudd, il giorno dopo hanno eletto il nuovo Primo Ministro, il 17 luglio hanno indetto le elezioni per il 21 agosto.. Direi che per i primi di settembre ci sarà un nuovo governo già operante.
Vi aggiornerò tra i commenti di questo post.

Voi invece, non aggiornatemi sulla crisi (crisi, quale crisi?) che non succede di là, in Banania.