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lunedì 15 dicembre 2014

Sydney siege

L'assedio di Sydney, come e' stato chiamato l'evento.
Credo tutto il mondo abbia visto e sentito di cio’ che e’ successo ieri a Sydney.
Un pazzo e’ entrato in un caffe’ in pieno centro alle 9 del mattino ed ha tenuto circa 15 persone, tra clienti e baristi, in ostaggio per 16 ore.
Il pazzo ha anche esposto una bandiera nera ad una delle finestre. Aveva una  scritta bianca, in arabo, che richiamava volutamente alla bandiera di quegli altri pazzi del cosidetto “stato islamico”. La scritta era pero’ semplicemente una comunissima professione di fede in Allah e Maometto.
Il centro di Sydney e’ stato chiuso, le persone evacuate, il traffico deviato, e le forze dell’ordine hanno preso possesso della citta’.
Come detto il sequestro e’ andato avanti per molte ore e durante il pomeriggio 5 persone sono riuscite a scappare.
Sembra che durante le notte uno dei sequestrati, il manager (34 anni) del locale, abbia approfittato di un mezzo pisolino del pazzo per tentare di disarmarlo. Ne e’ nata una collutazione ed il coraggioso ragazzo e’ morto. Sei secondi dopo lo, o gli spari, hanno fatto irruzione le forze speciali ed in circa 40 secondi e’ finito tutto, col terrorista morto e purtroppo una donna di 38 anni anch’essa deceduta.
Questa versione degli ultimi momenti del sequestro non e’ ufficiale, al momento.
 Si sa per certo invece che il pazzo era un rifugiato iraniano e che era in liberta’ in cauzione a seguito di alcune accuse di violenza personale, non meglio specificate. Si sa anche che il suo credo era fortemente in contrasto con quanto viene promosso dai pazzi dello stato islamico, che potenzialmente lo avrebbero condannato a morte per eresia. Il perche’ quindi si sia rifatto a quella organizzazione terrorista e’ per ora un mistero. Si sa anche che ha agito da solo.
Durante il lungo pomeriggio ha costretto alcune persone in ostaggio a parlare in sua vece in alcuni video messi su youtube. Chiedeva che gli venisse data una bandiera dello stato islamico, e che il PM parlasse con lui al telefono in diretta tv.
Queste richieste non solo non sono state ascoltate ma sono state bandite dai mezzi di informazione, i quali ne hanno parlato solo oggi. La motivazione sembra esser stata quella di non avere a che fare con l’opinione pubblica che interferisse con protocolli d’azione gia’ decisi. Inoltre le forze dell’ordine non sono intervenute per prime per non mettere a repentaglio le vita degli ostaggi.
 Trovo degno di nota due o tre cose:
I media hanno fatto esattamente cio’ che veniva loro richiesto, non diffondendo notizie e fatti disponibili per non intralciare, in un modo o nell’altro, le operazioni;
Non c’e’ stata nessuna intenzione di ascoltare le richieste del pazzo;
Si e’ intevenuti solo quando il pazzo ha sparato per primo;
Nessuno, e dico nessuno, e sottolineo nessuno, ha messo in discussione ne durante i fatti ne dopo, l’operato delle forze dell’ordine e delle autorita’. Nessuno. Nessuna polemica.
 Come gia’ capitato per alluvioni ed altri disastri, le forze dell’ordine ed eventuali volontari sono tenuti in grande considerazione e ringraziati continuamente per il lavoro che fanno, e maggioranza ed opposizione non si sognano minimamente di polemizzare su fatti tanto gravi. Non c’e’ nessun dito puntato, o come si dice in banania, nessun balletto delle responsabilita’.
Ovviamente ci si chiede perche’ il pazzo fosse in liberta’ su cauzione, ma sapendo che tutti operano secondo le regole, non si mette in discussione il giudice ma le regole, che verranno sicuramente inasprite, per quanto riguarda i rifugiati ed i sospettati di terrorismo, molto velocemente.
Sui social media poi c’e’ stato, e sicuramente c’e’ ancora, un dibattito tra australiani e americani in merito alle armi. Ci sono cittadini a stele e strisce che affermano che se qualcuno (tra i sequestrati) avesse avuto una pistola il tutto sarebbe durato pochi istanti (anche se con quanti morti non si sa..), e che non si capiva cosa aspettassero le forze dell’ordine a fare irruzione e sparare.
Ho letto personalmente alcuni interventi su FB e devo dire che coloro che laggiu’ si impegnano per dimostrare la bonta’ dell’essere armati mi fanno venire il voltastomaco.
In contrasto con questo elogio delle armi, qua tra I canguri e’ nato invece l’ashtag #illridewithyou che invita tutti a scambiate due parole d’amicizia, per strada, con chi si crede possa essere musulmano, per alleviare gli animi e capirsi meglio.
Questo non per dire che qua ci siano santi, c’e’ molta rabbia e anche odio in queste ore tra gli australiani, ma per sottolineare come, in risposta a quegli americani esagitati, ci si rifa’ all’orgoglio del multiculturalismo e alla rinomata accoglienza del popolo australiano.
Ancora, ed a questo proposito, e’ tornata la retorica in pompa magna. Come gia’ scritto in passato trovo questo autocelebrarsi molto stucchevole. Eppure ammetto che sentire tutti in tv parlare allo stesso modo, farsi coraggio, appellarsi al buon senso, alla giutizia, all’orgoglio australiano, al sacrificio di alcuni, all’eroismo di altri, ai valori della comunita’,  ti trasmette un senso di protezione, appartenenza e coesione e voglia di aiutare che non immaginavo e non avevo mai provato prima, (in baninia intendo).
ps-scrivere col correttore in inglese e' un incubo. Perdonate le lettere mancanti o invertite in automatic!

martedì 25 novembre 2014

Decorazioni e G20

Nelle ultime settimane vi sara' capitato di sentire nominare Brisbane a causa del G20.
 
L'evento e' stato importante per la citta' che solo un'altra volta, Expo88, e' stata sotto gli occhi della comunita' internazionale.
 
La preparazione e' iniziata, o forse dovrei dire, ha iniziato a raggiungermi, ben piu' di un anno prima. A lavoro sono arrivate puntuali e continue email di aggiornamento sulla situazione. Quale situazione? direte voi.
Beh, tutti gli uffici, i lavoratori, le aziende, i commercianti, i condominii, i residenti, i trasporti, i volontari, gli operatori turistici, i gestori dei parchi, le scuole, alunni e insegnanti, le piscine, i campi da gioco, gli ospedali, tutte le persone e tutte le attivita' in centro citta' hanno dovuto partecipare e prepararsi a qualsiasi situazione di emergenza. Non solo, ai vertici delle amministrazioni si e' discusso a lungo sull'oportunita' di chiudere il centro, in quali termini e per quanto tempo.
Insomma, consci delle proteste e delle violenze accadute in alter parti del mondo, non si e' lasciato nulla al caso. E in un eccesso di prudenza, che non fa mai male, alla fine si e' deciso di chiudere, in tutti i sensi, il centro citta', e mandare in ferie forzate tutti per una settimana, Non solo, nei tg hanno continuamente invitato la gente a non recarsi in centro e a farsi un bel weekend al mare.
Giusto per la cronaca aggiungo che tutti gli edifici del centro, nonostante la chiusura, hanno dovuto partecipare ad una lunga serie di simulazioni di evacuazione nei sei mesi precedenti, e per le tre settimane precedenti all'evento, tutti i parcheggi pubblici (interni ai grattacieli e altre strutture) sono stati resi inacessibili. 
 
Ma questa e' l'Australia, e la preparazione al G20 non ha comportato solo misure di sicurezza: con altrettanto anticipo sono stati creati nuovi gruppi di volotari, specificatamente istruiti,  per accogliere i visitatori (oltre 3000 ospiti internazionali di solo accompagnamento ai politici!), un nuovo sito turistico informativo specifico per l'evento, un mese di eventi artistici gratuiti e non in giro per la citta', treni e bus gratuiti, luci colorate su tutti i ponti e palazzi di Brisbane (luci controllate elettronicamente le cui combinazioni erano possibile pianificare, per chiunque volesse, tramite registrazione ad un sito web), e altro ancora.    
 
Insomma, se da un lato ci hanno scassato i maroni con la sicurezza, dall'altro e' stata una gioia uscire la sera, nelle settimane precendenti, a godere di luci, musica, bancarrelle, e aria di festa il tutto condito da un clima gia' estivo. 
 
Ma come e' andata alla fine?
Ovviamente tutto liscio e pacifico. I due o tre cortei di protesta erano formati da poche centinaia di persone che reclamavano diritti, rispetto e pari opportunita' per le comunita' aborigine e attenzione all'ambiente. Ho avuto l'impressione che nei siti italiani si cercasse di pompare "la protesta" ma non e' successo proprio niente degno di nota. Una partita di calcio in banania causa piu' disastri che 2 giorni di opinabili vertici internazionali da queste parti.
 
Ma a parte tutto volevo concludere segnalando il lavoro di decorazione che il comune ha messo in moto per abbellire i -pochi- grigi muri della citta' agli occhi degli ospiti.
Queste opere che vi segnalo sono spuntate dal giorno alla notte proprio vicino a dove lavoro, sui pilastri della linea ferroviaria:
 
 
 
Questo e' invece il sito ufficiale:
 


lunedì 7 luglio 2014

IELTS test

Per il via del mio lavoro parlo con un sacco di gente, molti di questi studenti da ogni dove.

Ma c’e’ una cosa che accomuna tutti: l’ ielts test che devono fare per il visto o lo studio od entrambi.
Ebbene, tutte queste persone cercano il libro con gli esercizi per fare pratica, ma non lo vogliono pagare. Lo vogliono prendere gratuitamente, usato, strausato, unto e bisunto, rovinato, puzzolente e vecchio, probabilmente con parti irrimediabilmente rovinate, senza cd per l’audio, dalla biblioteca.
Ed ovviamente non c’e’ mai a disposizione perche’ l’ha sempre qualcun’altro.
Ed altre copie?
E altre librerie?
Ho l’esame tra dieci giorni!
Ebook non mi piace! Lo voglio di carta!
Ma perche’ minchia non ve lo comprate sto libro?
Ma dico io: da questo esame dipende buona parte del vostro immediato futuro, soprattutto incidera’ molto sulla vostra permanenza tra i canguri. Che un esame di inglese aleggiasse sopra le vostre teste lo sapevate da tempo. E allora, maledizione, non avete 50$ da investire su di voi?
 
Compratevi sto cazzo libro, tirchi maledetti! Volete studiare -bene- o no?
 
 

Per coloro che capitano su questa pagina in cerca di informazioni sul test, posso solo scrivere alcune considerazioni.
 
E’ un’esame che prevede quattro sezioni: ascolto, comprensione del testo scritto, scrittura e orale per ultimo.
L’ascolto puo’ risultare difficile perche’ non solo devi ascoltare un dialogo registrato, ma devi anche leggere le domande su un foglio di carta e scrivere le risposte. E’ vero che alla fine del dialogo si ha qualche tempo per scrivere, ma se non lo fai in tempo reale poi alcune informazioni non te le ricordi.
Quindi la mia opinione e’ che l’ascolto e’ una prova falsata dal fatto che bisogna ascoltare, leggere e scrivere contemporaneamente.
Non e’ giusto.
E’ pieno di informazioni come numeri di telefono, indicazioni, nomi, su, giu’, stazione qua, indirizzo e scappellamento a destra.
Una prova di ascolto andrebbe fatta con alcune frasi registrate in merito ad un tema, ed una persona che al termine ti pone una o due domande.

La lettura e’ la cosa che trovo piu’ facile.
Se avete problemi qui peggio per voi.

La scrittura e’ la parte piu’ difficile. O stupida. Difficile perche’ stupida.
Ritengo che un esame che debba valutare le tua conoscenza della lingua, debba darti un tema o lasciarti libero di scrivere qualsiasi cosa. Devono solo valutare che tu ti sappia esprimere su carta, e come.
Invece ti danno un tema neanche chiaramente diviso in sezioni, che per loro sono invece ben distinte, che tu devi sviluppare secondo cio’ che loro credono.
Tema sui social media?
Della tuo opinione non gliene frega niente.
Introduzione sui social media, perche’ si, perche’ no, conclusione.
Ripeto, della vostra opinione non gliene frega niente. Del fatto che sappiate scrivere non gliene frega niente. Dovete fare esattamente cio’ che  dice la traccia, e non dice, cioe’ lo schema che ho appena scritto io, con il numero di parole giuste per ogni punto. E basta.
Se scrivete un micro racconto da Premio Strega su quanto sono belli i social media fallite.
Questa e’ l’assurdita’ piu’ plateale.
Anche perche’ cio’ che vogliono per la prova scritta non e’ dichiarato da nessuna parte.
 
L’orale e’ una cagata.
Nel senso che devi solo parlare. Se sei capace di parlare in inglese, come dovresti, non ci sono problemi.

Altra considerazione.
Se si fallisce il test, nel senso che si prendono dei voti al di sotto di cio’ che serve al candidato, non e’ possibile sapere come e perche’ si e’ andati male.
Segreto.
Ma io ho scritto un racconto da urlo! Non andava bene. Perche? Non possiamo dirlo.
La mia opinione e’ che il test sia nato con dei buoni spunti ma che la messa in pratica sia assolutamente sbagliata.
La segretezza e’ ridicola ed accompagnata ad il costo dell’esame non puo’ farmi che pensare ad un certo aumma aumma all’italiana per incassare di piu’.
 
Odio questo test (per la cronaca l'ho sempre fatto degnamente - per questioni di visto l'ho fatto piu' di una volta).
 
Per chi lo deve fare: compratevi assolutamente quel cazzo di libro per esercitarvi!
Tirchi maledetti!

lunedì 23 giugno 2014

Commonwealth Game 2018

Io lo ignoravo ma i paesi appartenenti al Commonwealth ogni 4 anni si organizzano le loro mini olimpiadi, chiamate i giochi del Commonwealth.
 
Tra pochissimo inizieranno quelli di quest'anno a Glasgow e gli atleti australiani sono pronti a partire.
 
Ma sono i prossimi ad interessarmi.
Infatti quelli del 2018 si terranno in Gold Coast, Queenlsand, ossia a 50km da qui.
 
Parentesi.
Gold Coast era il nome di una zona geografica, come Costa Smerarda, per intenderci.
Prima che il nome stesso fosse coniato, esistavano solo chilometri di sabbia e dune e mare cristallino, ed una piccola cittadina di morti di fame chiamata South Port.
Poi un giorno un imprenditore scaltro chiamo' il suo motel da quattro soldi Surfers Paradise. Fece il botto. Costrui' altri hotel, divenne ricco, il boom economico e surfistico degli anni sessanta fece il resto. Una nuova cittadina dedita al turismo si formo' dal nulla (a scapito della sabbia) e divenne cosi' grande che South Port si trasformo' in una palla al piede. Scaltri amministratori crearono quindi il Comune di Surfers Paradise, che col tempo divennne una localita' nota in tutto il mondo (mentre il paradiso dei surfisti veniva distrutto). Nacque quindi la Gold Coast, altro nome per attrarre turisti in tutta la zona di mare a sud di Brisnane sino al confine.
Negli ultimi dieci o venti anni la popolazione e' aumentata in misura tale da render necessario un nuovo assetto amministrativo. Quindi Gold Coast e' diventato il nome della comunita', dell'area nella quale Surfers Paradise fa da insegna luminosa. 
Chiusa parentesi.
 
Tornando a noi, giorni fa avevo sentito questa notizia in tv.
Ossia che 3 strutture sportive nuove di zecca e 8 altre al momento in fase di ammodernamento, saranno consegnate ben prima della data di inizio dei giochi.
La pagina che ho linkato, dello scorso gennaio, non entra nei dettagli ma in tv, a marzo, avevo sentito di un anno di anticipo sulla consegna dei lavori e pure di un risparmio sul costo totale previsto.
 
A questo link potete trovare e navigare il sito internet dell'evento, ovviamente gia' funzionante.
 
Mi fermo qui.
Che volete che aggiunga?
Qualcuno sussura expo'?
 
Ah, si! vaffanculo, ecco cosa potrei aggiungere..

Il grande freddo

E' incredibile come questo blog sia ancora vivo e continui ad attrarre lettori, nonostante non pubblichi niente per semestri interi!
 
Inoltre scrivo solo in italiano e se avessi avuto la pazienza di usare anche l'inglese credo avrebbe avuto un gran bel seguito!
 
In ogni caso mi degno finalmente di aggiungere qualcosa.
 
Ossia la notizia, assolutamente da prima pagina, che deve nevicare!
Non qua ovviamente, ma sulle Alpi australiane, Victoria e New South Wales.
La tempesta del secolo! la chiamano.
 
A quanto pare si sono create le condizioni perfette perche' sulle montagne nevichi forse per dieci giorni. Stanotte sono scesi ben 50cm!
A giudicare dai media gli australiani sono tutti eccitati. Neve!! Tanta neve!
 
Qui nel Queensland il fronte polare arrivera' domani, mercoledi, rendendo la notte particolarmente fredda. Le previsioni di oggi dicono sole sino a sabato, massime dai 22 ai 25 gradi, minime giu' sino agli 8 di giovedi notte!!
Per me ormai scendere sotto i 10 gradi e' una esperienza da circolo polare artico. Soprattutto perche' le case qua sono tutte spifferi, per combattere il caldo! Ed ecco che se le temperature in se non sono niente di particolare, si traducono in mani e piedi e naso ghiacciato se si sta fermi davanti al pc o alla televisione. Ed il letto ha bisogno di una bella trapuntona, abbinata a pigiama totale.
 
Per fortuna il solstizio di inverno e' passato ed il sole sta gia' recuperando qualche grado all'orizzonte.
A parte quelli sfigati di Sydney e Melbourne (sempre grazie a quei servi della regina che invece di stabilirsi al caldo hanno scelto il massimo freddo possibile), qua si tratta di pazientare per una sessantina di giorni.
 
A me l'inverno non manca manco per sbaglio. E se potessi eliminerei questi due mesi nei quali devo indossare pantaloni e felpe e scarpe chiuse.
Ma mi accontento.
Vai col grande freddo! 

lunedì 1 aprile 2013

Un nuovo blog

Ciao,

e' da molto che non aggiorno il blog e mi dispiace.
Ma mi sono reso conto che tutto il mio tempo libero, di quello dedicato alla lettura ed alla scrittura, va a incanalarsi in un unica area di interesse, che e' il surf.

Ho quindi deciso di creare un nuovo blog in proposito, per dare sfogo a questa mania che non saprei classificare se essere temporanea o meno.
Chissa' che scrivendo di la', mi venga l'ispirazione per scrivere anche di qua..

So benissimo che il nuovo blog ha natura completamente diversa e che potrebbe non interessare minimamente i lettori che passano di qua. Ma non ci posso fare niente.

Mi limito a segnalarlo. Si trova nell'elenco dei link sulla destra, o qui.
Ciao!

venerdì 13 luglio 2012

Letargo

Brisbane e' una citta' mediamente molto luminosa.

Piove anche molto, ma in generale non c'e' periodo dell'anno, o settimana, in cui non si presentino alcune giornate abbaglianti. 
D'estate il sole e' a picco e camminando per strada tutto e' in ebollizione ed il caldo e la luce arrivano da qualsiasi oggetto.
In inverno il cielo e' terso ed il sole, piu' basso, ti arriva sempre in faccia e l'aria cristallina sembra aumentare la sensazione di luce e di poter scattare foto bellissime.

Questo per dire che per il mio istinto animale, vivo costantemente in estate o in primavera, senza pause o distinzioni particolari. Tempo sempre buono per andare in spiaggia, o per una passeggiata serale, o per andare al parco, o che so io.

Scopro quindi che quando, come ultimamente, l'inverno impazzisce e comincia a piovere, e fare freddo, e le giornate tutto d'un tratto sono buie e tristi, ecco, la mattina di un sabato piovoso mi sveglio e sento il bisogno di starmene a letto ancora un po', e poi magari di guardare un film alla tv, sotto la coperta, e trascinarmi a rallentatore per tutta la giornata come se il giorno prima avessi fatto chissa' cosa.

Siccome, appunto, il giorno prima e' stato come qualsiasi altro giorno, mi sono chiesto da dove arriva questa sensazione di "stanchezza e divano".
Pensa e ragiona, e confronta le giornate e le sensazioni, sono giunto a questa conclusione:

Questi anni costituiti, nel mio subconscio, solamente da estati e primavere, mi tengono costantemente attivo e privo di quei mesi invernali, bui e freddi, in cui l'attivita' piu' esagerata e' stata, per mesi, andare al cinema! Sembra cosi' che appena arrivano giornate grigie e tristi, il mio istinto animale fa partire impaziente la "Modalita' Letargo" cercando di completare quel circolo annuale che non succede piu'.

Voglia inconscia di inverno?
Sara'. In natura e' tutto un circolo che si ripete. Sono comuni i racconti di chi vive per molti mesi ad alte latitudini e soffre, molto, per le giornate troppo lunghe o troppo corte.
E' chi e' vissuto per il 90% della vita con 4 stagioni ben distinte e poi gliene mancano meta'?
Passero' alla storia come lo scopritore del "Circolo Kookaburra"?

Mah.. intanto vado a farmi una tazza di the' caldo..

sabato 25 febbraio 2012

Il giornalino dell'incredibile 2


Ricordate il post Il giornalino dell'incredibile ?

Bene, come ho detto qualche altra volta il Sindaco mi scrive sempre e mi tiente sempre aggiornato su cosa combina per migliorare la mia vita a Brisbane.

L'ultimo numero della rivista del comune, con la facciazza del sindaco in prima pagina, mi da lo spunto per ricollegarmi a cose scritte tempo fa e chiudere, o quasi, il cerchio.

Inizio dall'alluvione dell'anno scorso, i cui miei post sono nella apposita categoria sulla destra, con le tempistiche del recupero dopo il disastro:

13 Gennaio 2011- Il Brisbane river raggiunge il picco a 4.46m oltre il livello suo medio causando la distruzione che sappiamo.

14 Feb- 75% delle fermate dei mezzi pubblici sul fiume e' operativa

8 Mar- 50% dei parchi alluvionati sono riaperti

22 Mar- 100% degli aiuti monetari distribuiti alla popolazione affetta

18 Aprile- 90% delle fermate dei mezzi pubblici sul fiume operativa

13 Luglio- completato al 100% il lavoro di ripulitura di tutti i corsi d'acqua

31 Luglio- approvati 11.83 milioni di dollari di ulteriori aiuti alla popolazione

20 Sett- completati al 100% i lavori minori di ristrutturazione

4 Ott- inaugurazione del 19esimo Citycat

15 Nov- 97% dei parchi alluvionati riaperti


Non viene menzionata la piscina pubblica di South Bank in quanto, credo, il parco e tutta la zona che comprende ristoranti, bar, passeggiate, negozi, cinema, parcheggi etc., fa parte di una azienda o cooperativa privata. In ogni caso la piscina e' stata riaperta a Maggio.

Il sindaco parla invece della River Walk, ossia della camminata galleggiante sul fiume di oltre 1 km, e costata qualche milione di dollari, che l'alluvione aveva strappato via.
E' adesso ufficiale che sara' rifatta, secondo nuovi ed alti standard, a cominciare dal 2013. Tempo previsto per la consegna dei lavori: giugno 2014.

Quasi un anno fa avevo parlato della decorazione delle signal boxs, in questo post.
Il sindaco mi dice che e'stato annunciato il vincitore e c'e' la foto relativa alla migliore opera. Ebbene, per strada ho visto decorazioni molto migliori di quella piu' votata.
Non si merita un link!

Infine, udite udite, e' stato finalmente piantato il 2 milionesimo albero! In una citta'
soffocante come Brisbane ci voleva! Ahah!
Se volete saperne di piu', leggetevi Il milionesimo albero.

Grazie Sindaco!

giovedì 23 febbraio 2012

Sanita'


Giorni fa ho dovuto dedicare tempo prezioso al rimborso delle spese sanitarie, operazione che in Banania sarebbe da tempi biblici e fegato corroso.

Ma andiamo per ordine.

In Australia non c'e' un medico personale. Nel senso che nessuno ha assegnato un dottore in particolare. Ognuno va dove meglio crede.
Di solito nei centri commerciali sono presenti delle sorte di cliniche che riuniscono 4 o 5 dottori, e che quindi, data la comodita', hanno un generoso bacino di utenti.
Ma in ogni caso, se vuoi vedere un medico, si tratta di telefonare a quello che piu' ti garba e prendere l'appuntamento.

Negli studi non c'e' mai la fila di gente moribonda come da noi. Basta presentarsi all'ora concordata e tempo 5 minuti si sta dicendo 33.
Dopo la visita, che viene classificata dal medico -tramite il pc- in base alla gravita' del paziente, si ritorna alla reception e la signorina in teoria gentile ci chiede il conto.
Solitamente per una cosa comune come l'influenza o il mal d'orecchie il costo della visita e' di circa 60 dollari.
Se il medico ritiene necessario una qualche analisi, in 4 e quattr'otto tira fuori il kit apposito usa e getta e seduta stante si ha una prima lettura delle urine o del sangue. Stesso dicasi se occorre una lastra per il piede fratturato del bambino.
Ovviamente il conto sale in proporzione, ma i tempi per queste prime valutazioni sono ridotti a zero.

Quando ci si appresta a pagare la signorina verifica se il paziente e' intitolato alla copertura da parte della sanita' pubblica. E' infatti in vigore da una decina d'anni circa una sistema pubblico il cui scopo e' sgravare la popolazione meno ricca dalle spese sanitarie di base.
Nonostante quindi ufficialmente la sanita' pubblica, e gli ospedali pubblici, esistano, la maggior parte degli australiani si affida comunque alle agenzie private ed alle loro offerte, sia perche' magari non rientrano nelle fasce aventi diritto all'aiuto statale, sia per poca fiducia nei servizi offerti dallo Stato. (Come sono ingenui.. vedessero quello che vediamo noi..)

Se capita di aver invece bisogno di una visita specialistica, bisogna prima recarsi dal medico di base il quale deve emettere "l'impegnativa", chiamamola cosi', con la quale e poi possibile prendere un appuntamento nello studio specialistico di nostra scelta.

Anche in questo caso tempi ridotti a pochi giorni d'attesa. Appuntamento, visita, pagamento. Lastre, ultrasuoni, endoscopie, raggi fotonici, pugni rotanti, alabarde spaziali? Fatto.

Ora, chi ha una assicurazione privata, ossia quasi tutti, paga e poi si preoccupa di avere indietro il rimborso delle spese previsto dal contratto.
E da qua ero partito.

Pensate alla mia attitudine mentale mentre mi recavo a chiedere dei soldi indietro con ricevute vecchie addirittura di qualche mese!
No, scherzo! Non vivo -piu'- mica in Banania!

Una volta seduto alla scrivania della signora e ho rovesciato una cartelletta di carte.
La tipa ha attivato il computer e ha cominciato a scartabellare tra scontrini e fogli vari, mentre io leggevo sorridendo l'avviso appeso al muro che ricordava ai signori clienti che non era possibile rimborsare spese piu' vecchie di 2 anni. (..ah! che ingenui..)

Ad un certo punto tragedia italica: uno scontrino non era accompagnato da ricevuta emessa dal dottore! Come si poteva fare? Semplice: la signora ha telefonato all'ufficio del dottore, dove un' altra impiegata in 5 minuti ha rintracciato la spesa di quel giorno, ha tirato fuori la fattura, e l'ha spedita via fax alla tipa seduta di fronte a me. Risolto.

A quel punto era tempo del rimborso. La tipa mi ha spiegato le percentuali per ogni categoria di spesa e mi ha detto il totale. Proveniente da una paese in cui avrei sicuramente perso tutto, ho sorriso come una pasqua e mi sono dichiarato soddisfatto.
(chissa' se la signora si stesse aspettando qualche lamentela..)

Ha quel punto ho tirato fuori il mio bancomat, la tipa l'ha passato sulla macchinetta, ha inserito l'importo, e i soldi erano sul mio conto. Fatto.

Gia', perche' se col bancomat i soldi possono uscire dal conto, perche' non ci potrebbero rientrare?

Insomma, ricordate la pubblicita' della Pick Indolor che diceva: "gia' fatto?"


ps: Quando si chiede il rimborso non si deve neanche compilare niente, basta infatti presentare la tessera di iscrizione all'assicurazione privata. Tutti i dati sono gia' li dentro, no? Ma queste sono cose dell'altro mondo per un mondo come la Banania..

lunedì 14 novembre 2011

C'e' la Regina!


Ma che ne sapete voi, sudditi senza un Re!

Qua infatti e' da poco finita la visita della Regina alla provincia australiana!
Inutile dire che i sudditi locali sono andati in visibilio e che ovunque si e' ripetuto il solito rito della passeggiata regale, con la vecchia circondata dai piu' devoti leccapiedi.
D'altronde gli australiani avevano avuto l'occasione di disfarsi della vecchia e dei suoi costi nel '99, quando con un referendum si dicise, a dire il vero con una maggioranza esigua, di continuare a pagare le tasse ad una famiglia di stronzi dall'altra parte del mondo.
I miei colleghi si affrettano a precisare che alle nuove generazioni non gliene puo' fregar di meno e che l'indipendenza dell'Australia non e' lontana.

Mentre dunque aspettiamo che la Storia si compia, commento brevemente cio' che ho visto in tv.
Ho avuto modo di seguire sua altezza in quel di Perth, dove ha ringraziato il pubblico con un discorso scontato fino alla farsa, privo di ogni originalita', e soprattutto letto paro paro dal foglietto che aveva in mano. Ma dico: e' una vita che vive alle spalle dei suoi sudditi al solo scopo di fare discorsi, ancora non ha imparato a non leggere?
Unica nota positiva: la brevita'. Che pero' se fossi stato suo suddito non ci sarei rimasto molto bene, dato che erano anni che non si faceva vedere e che probabilmente sara' la sua ultima..

Altra cosa pessima e' stata la passeggiata, coi sudditi opportunemente ammaestrati a donare incessantemente chili e chili di bellissimi fiori messi immediatamente da parte senza neanche uno sguardo, e i bambini di scuola a donare disegni e oggetti da loro creati, ugualmente ignorati e che non hanno scalfitto minimamente l'animo di Sua -troppa- Altezza.
Era ovvio, nonostante il commento tv entusiastico, che per la vecchia si trattasse dell'ennesima noiosa parata della quale avrebbe potuto farne a meno.
Peccato veramente che gli australiani non le abbiamo fatto capire che anche loro possono fare a meno dell'unica monarchia europea che si comporta ancora come fosse nell'800.

Per quanto mi rigurda, la vecchia e' passata anche a Brisbane, e quella che segue e' la distanza minima a cui sono arrivato dalla regina:

la folla, sull'altra sponda del fiume, si prepara all'arrivo di sua Maesta'. A me sono mancati gli ultimi 500m e un ora di attesa. Ma avevo da fare cose piu' importanti..

L'immagine del titolo ritrae sudditi volenterosi e ben vestiti (!) che si recano a salutare la Regina

martedì 8 novembre 2011

Fioriture

Cari lettori affezionati!
Come passa veloce il tempo quando si sta' sottosopra!
Tento di recuperare un po' di tempo perduto con alcuni post che spero di sfornare tra oggi e domani.
Prima di tutto devo parlare della primavera! Se aspetto ancora un po' non avra' piu' senso!

Nello stesso periodo in cui le strade di Brisbane si trasformano in pericolosi campi di caccia delle magpie, le soleggiate vie di questa verde citta' si tingono di tre colori in particolare: il viola, il giallo ed il rosso.

Si tratta di 3 diversi alberi che fioriscono in questo periodo e la cui chioma si trasforma completamente in nuvole colorate che spuntano qua e la' tra le case, le macchine ed i parchi di Brisbane.

Il piu' comune da incontrare e' il viola. Si tratta dell'albero della Jacaranda, che si divide in non so quante diverse varieta'. A quanto pare questa pianta proviene dalla zona tropicale americana, ed e' stata poi trapiantata in giro per il mondo nelle zone con clima simile.
Ecco qua un bel link con foto della Jacaranda in fiore a Brisbane.

Il secondo colore piu' comune in questo periodo, a parte il verde, e' il rosso, ed e' dato dal Brachychiton acerifolius, o cosi' almeno ho capito! In inglese lo chiamano semplicemente Flame Tree, albero fiammante(?), e si tratta di un albero locale! A quanto pare adesso viene piantato un po' in tutto il mondo ma dicono che solo da queste parti, col clima giusto, raggiunga i 40 metri d'altezza!

Infine il giallo, che e' dato dal Golden flame tree, albero dalle fiamme d'orate(?), ossia il Peltophorum pterocarpum! Questa pianta e' originaria dell'est asiatico ed e' diffusa anche nell'Oceania fino alla Hawaii.

Non ho trovato foto decenti degli utlimi due alberi in quanto su google viene fuori un fritto misto globale che fa solo confusione tra nomi e specie..

Vi posto allora 2 foto fatte da me l'altro giorno del Flame tree e dello Yellow flame tree:

Timido e giovane Flame Tree in un caratteristico viale cittadino

Yellow flame tree nei dintorni dell'altura di High Gate Hill, con alcuni palazzi della city, oltre il fiume, sullo sfondo. C'e' anche una spennacchiata Jacaranda sulla sinistra.


Certo non sono 2 foto grandiose, ma se ricordate il fatto che ho perso il cellulare, con cui facevo le foto per il blog, e che queste sono fatte al volo dalla macchina, sono certo mi scuserete!

domenica 9 ottobre 2011

Il Gorilla fortunato e la cacca misteriosa


Mi rendo conto di essermi assentato parecchio, ma spero capirete che non posso rischiare che il mondo si fermi senza i miei interventi giornalieri!

Mi e' anche successo di aver perso il cellulare con le foto che avevo scattato in giro per le strade, per le quali avevo pensato a nuovi bellissimi post. Tutto perduto!

Cosi' le settimane son volate via senza aver l'occasione di scrivervi delle fantastiche cose che accadono da queste parti. Ma per fortuna c'e' il sindaco che mi scrive, o varie associazioni che mandano le loro riviste gratuite e che sono sempre fonte per i miei post.

Oggi sfrutto la rivista di un'associazione per la protezione degli animali che si chiama RSPCA. In realta', se non vado errato, questa non e' una bensi' l'unica associazione nazionale che si occupa dei cani e gatti randagi, ma anche di qualsiasi altro animale in difficolta'. E' molto grande, molto bene organizzata, e funziona unicamente con l'aiuto dei volontari e coi fondi raccolti dalle donazioni. 

Comunque la storia di oggi riguarda Gorilla, un Kookaburra che e' stato investito da un auto a Scone, nel NSW, e che, impigliato nel radiatore, ha percorso 700 chilometri fino a Brisbane!
Incredibilmente il mio pennuto preferito e' sopravvissuto all' incidente con poche e facilmente guaribili ferite. Portato nel piu' vicino centro della RSPCA, e' stato preso in cura dall'ufficiale per la fauna selvatica tale Leonie Rickard.
Leonie spiega ai lettori che i Kookaburra sono animali territoriali e che difficilmente sopravvivono se rilasciati in territori a loro estranei! In piu' anche un'assenza prolungata dal loro reame puo' metterli in pericolo di vita.
Fortunatamente Gorilla e' stato in grado di riprendersi velocemente e Leonie, tramite Facebook, ha organizzato una raccolta fondi per riportare Gorilla a Scone in aereo!     

Altra fortuna, nella sfortuna, capitata a Gorilla e' che il tutto e' accaduto in inverno, quando gli altri maschi sono meno combattivi riguardo le dispute sul territorio.

E passo ora alla cacca.

Non credo di averne scritto ma la presenza di un Opossum ghiotto di prezzemolo e basilico nei dintorni di casa, mi aveva costretto all' installazione di alcune reti ai bordi della veranda. Questo perche' durante la notte, completamente incurante della nostra presenza o meno, il quadrupede marsupiale veniva non solo a mangiarsi le nostre piante, ma anche a marcare la veranda come parte del suo territorio.
Le reti avevano risolto il problema dell'Opossum famelico e cagatore, ma circa dieci giorni fa sono stato testimone di una nuova bizzarria:


Come potrete notare una cacchetta marroncina e' stata timidamente adagiata sulle nostre mattonelle durante la notte. La foto documenta il secondo ritrovamento.
Ora, per esperienza posso dire che non e' opera dell'Opossum. E non dovrebbe essere neanche un altro tipo di quadrupede dato che per passare attraverso la rete l'animale dovrebbe essere piccolo come un topo, circa.
Dalla posizione del reperto, anzi dei due reperti fin qui ritrovati, la prima cosa a cui ho pensato e' che fosse stato un uccello poggiato sulla ringhiera. Ma ci sono due cose che mi  lasciano perplesso:
1- la cacca degli uccelli di solito e' bianca
2- la distanza della cacca nella foto dalla ringhiera stessa

Mi pongo quindi le seguenti domande scientifiche:
- Esistono specie di volatili che cagano come mammiferi?
- Quanto era grande l'esemplare relativo alla foto per aver rilasciato il suo ricordino a quella distanza dalla ringhiera?
- Si tratta forse di un altro insolito animale di cui non sono a conoscenza?

Negli ultimi giorni ho cominciato a sentire un Kookaburra ridacchiare nei dintorni di casa. Non era mai successo prima. Che i due fatti siano correlati?
Kookaburra, sei tu?? 


venerdì 3 giugno 2011

Intervallo 2


Si, e' un periodo che i canguri richiedono piu' attenzione del solito..

Allora mentre tento di recuperare i fili degli argomenti che avevo in mente, vi sottopongo alcune foto fatte recentemente.

Non so bene dove stia il trucco del cielo australe. Non so se per qualche ragione appaia piu' sconfinato di altri, o se forse ho semplicemente passato troppo tempo sotto il triste cielo padano, muto e opaco come i fiumi inquinati, che non ricordavo piu' come dovrebbe essere veramente la volta celeste.
Magari la verita' sta nel mezzo.

Fatto sta' che capitano giornate di un cielo incredibilmente blu ed immacolato, con una luce accecante, l'aria frizzante di un inverno che in realta' non sboccia mai, e la vista che si perde facilmente verso le grandi dune si sabbia di Moreton, o gli strani picchi delle Glasshouse Mountains.
Altre volte passano nuvoloni gonfi come balene. Rotolano da una parte all'altra velocemente, portando strascichi di pioggia che un momento sono poco piu' di vapore, un altro secchiate furibonde. E vedi le colonne d'acqua arrivare, specie quando guidi per la Ipswich road verso sud, oppure sui colli della citta' come Highgate Hill, verso il mare. Da un lato i raggi di sole che filtrano tra i buchi delle nubi, dall'altro tende nere e verticali che si spostano velocemente sull'orizzonte.
E l'orizzonte appunto, spesso appare cosi' lontano, ed il cielo cosi' grande, che ti soffermi ai semafori col naso all'insu' e pensi semplicemente: "Wow!"

Da quando l'estate e' finita poi, i tramonti sono spesso spettacolari. Talmente spesso che ho decine e decine di foto fatte dalla finestra, tutte simili e tutte diverse. Dovrei sceglierne alcune e buttare le altre, ma sembra un peccato.

Vi posto qualche foto fatta qua e la..


Uno dei tanti tramonti


Insolita atmosfera sulla citta' ripresa dal New Farm Park


Cielo nero e sole splendente a fine pomeriggio


Fuoco a fine giornata


A Sandgate, una colonna d'acqua si avvicina dal mare a rinfrescare la temperatura


Nessuna foto e' stata ritoccata!


Contrasti. La' dove il cielo dovrebbe essere piu' scuro e' invece curiosamente illuminato. Da cosa?


Fine giornata sulla piscina pubblica di South Bank, ed il cielo si tinge di rosa


L'alieno


Ennesima versione di un tramonto da casa. Come ci si puo' stancare?

ps: Intervallo 1 potete trovarlo qua

mercoledì 11 maggio 2011

Upside-down - A testa in giu'



No day goes by without someone back in Europe asking me something like: how are things in the upside-down world?

We all know that we are living on a sphere and that if you walk all the way pass the equator, you end up upside-down compared to your starting point.
But does it mean anything on a practical level?
Apparently not.
Whether you could come walking, swimming, of flying, when you put your foot on Australian land all is perfectly normal. The sky is blue, (or maybe there’s a storm), birds sing (or maybe shout), crocs try to eat you and mammals are jumping like grasshopper yes... but all in all, yes, it’s all the same.
Unless you look at the sky.

(Well, you must know the sky first. If you are not familiar with the sky and its perceived motion, well, I’m sorry for you.. you are missing a beauty of our lives )

First, the sun. It goes across the sky in the wrong way. When you first arrive from the norther hemisphere it’s so confusing.  It goes up to the north instead of south and all its path is the opposite of what you expect. It makes you lose sense of direction. You never know which way you are facing. Like driving on the other side, it takes time to adjust to it.
This is the first, big, unmistakable clue that you passed under the sun path across the sky and you are on the other side of it.
Ok, cool, but what about being upside-down? Is that reaaally true??

Well, with great happiness I can show you this pic that I took with a simple point and shoot digital photocamera:



You know Orion?
The mythic hunter venerated by Sumerian, Egyptians and adopted by the Greeks in their vast mythology.




Him, who towers the winter sky in the northern hemisphere, and who loves to keep an eye down here!
Now take a look at my picture again. (click on it to make it bigger)
Yes, that’s him! The great hunter Orion is in the sky upon Brisbane and he’s diving head first over the horizon!
Him, setting far, far away, together with sun, on an unknown, vast, red continent.



Him, who just few hours before was high up, towards the north, towards his old worshipers, eclipsed by the light of God Sun, but inevitably, totally, definitely upside-down!!



This is a pic taken from the free software Stellarium that shows the sky over Brisbane at 1.41pm, today 11th of May 2011: Orion is cut in half in the middle of it, and every single constellation of that portion of the sky is upside-down!

Yes, computer simulation gives you the option to see all you want.

But my picture, guys, my picture is what I’m excited about!
To realize with your own eyes that yes, you are far away, and that yes, you really cross the equator like the old navigators, and you really landed in a foreign, mysterious land!
And you really are upside-down!!

(not that this is the first time I’ve seen it. It’s the first time I could take a clear, simple picture of a beautiful Brisbane sunset, with the sky trivially overturned.)

I’m a romantic.

And to wrap it up, for those of you who are unsure about why things appear overturned, I made this little self-explanatory sketch:









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Vivendo da queste parti, non si possono contare le volte in cui si ricevono email o messaggi digitali di qualsiasi tipo in cui viene posta la domanda: "Come si sta' a testa in giu'?".

Tutti abbiamo imparato il fatto che viviamo su una sfera e che se passi la linea dell'equatore cominci virtualmente a camminare capovolto rispetto al punto di partenza.
Ma in termini pratici implica qualcosa?

Apparentemente no.
Sia che arrivi a piedi, a nuoto o in volo, quando metti i piedi in Terra Australis Incognita e' tutto perfettamente normale: il cielo e' azzurro (o magari c'e' tempesta), gli uccellini cinguettano (o urlano),  un coccodrillo vorrebbe mangiarti e alcuni mammiferi saltano come cavallette, si, ma a parte questo, niente di strano.
Finche' non guardi il cielo.

(Prima di andare avanti e' necessario precisare che il discorso vale per chi abitualmente rivolge il suo sguardo al cielo e sa ad occhio dov'e' il nord.. Conosco persone che messe su Marte non si accorgerebbero della differenza!)

Per cominciare il sole non fa altro che essere nel posto sbagliato. Un sole che, come immagino saprete, disegna il suo arco nel cielo girando verso nord anziche' verso sud, dirigendosi quindi al tramonto in una direzione completamente sbagliata, speculare dovremmo dire, rispetto a cio' che ti aspetti. Al punto da farti fermare per strada e dire: "Aspetta un attimo, casa mia e' la', no da quella parte, quindi io.. ma da che parte sto' guardando??" .
Un po' come per guidare a sinistra, occorre tempo e pratica per abituarti a ragionare/vedere al contrario.

Questo e' il primo macroscopico esempio che si e' oltre l'equatore e si e' passati dall'altra parte dell'arco del sole. Un poco come passare sotto un arcobaleno e guardarlo dalla parte opposta.

(Ma non si puo' passare sotto l'arcobaleno. L'arcobaleno puo' solo stare davanti e a te, dalla parte opposta al sole. Anche se ho discusso con persone che non ne erano convinte..)

Ok, bene, ma la storia di stare a testa in giu'?  Sono o non sono capovolto? Dove lo posso vedere?Sara' vera? Siamo veramente su una palla?

Con grande soddisfazione posso finalmente farvi vedere cosa significa stare a testa in giu'. Tutto grazie a questa bellissima foto:



scattata con una comunissima macchina fotografica digitale il cui solo particolare pregio e' quello di essere nuova.
Certo, la foto a prima vista non entusiasma ma contiene un indizio di quelli che ti fan sospirare e sentire lontano.

Avete presente la costellazione di Orione?



Eccolo qua il mitico cacciatore, venerato dai sumeri, dagli egizi e incluso dai greci nella loro labirintica mitologia.
Lui che troneggia nel cielo durante le fredde notti invernali dell'emisfero nord, ma che non si risparmia una capatina da queste parti a controllare che tutto sia in ordine!

Ora date un'occhiata alla foto di prima (cliccateci sopra per vederla meglio) e notate le poche stelle presenti giusto prima del tramonto. Si, e' cosi': quello che si vede e' proprio Orione.
Il grande cacciatore che visto dagli antipodi si tuffa di testa oltre l'orizzonte!



Lui, che tramonta lontano, ad ovest, insieme al sole, su un continente sconosciuto e fatto di deserto rosso.
Lui, che qualche ora prima dominava invece il firmamento verso nord, verso quelle terre dove lo adoravano, la sua figura oscurata dalla luce del Dio Sole, ma completamente e definitivamente capovolto!

Eccolo qua, tagliato a meta', in una immagine presa dal programmino gratuito di simulazione del cielo chiamato Stellarium:



L'immagine mostra il cielo di Brisbane verso nord alle 13:41 di oggi 11 maggio 2011, con la visualizzazione delle costellazioni altrimenti invisibili. Hanno tutti il sangue alla testa!

Certo, con un programma al computer si puo' vedere tutto ed il contrario di tutto. Ma vedere con i tuoi occhi una stranezza simile, seppure nota, ti lascia comunque meravigliato.
Non che me ne sia accorto ieri per la prima volta, e' solo che sono molto contento di essere riuscito a scattare quella foto e darvi cosi' l'idea di un normale tramonto autunnale di Brisbane, col cielo banalmente sottosopra.

Infine, per chi avesse dei dubbi sul perche' Orione e compagnia sono al contrario, vi lascio con questo semplice disegno che dovrebbe essere abbastanza chiaro: