martedì 22 febbraio 2011

GeckoPulp

Pensavo che i gecki (plurale di gecko, spero) australiani fossero in grado di fare una specie di verso particolare che li rende una tra le poche specie di lucertole in grado di emettere suoni.

Invece non e' cosi'.

Secondo la mia preziosa guida intitolata approssimativamente "Animali selvatici dell'area grande di Brisbane" il rumoroso gecko che vedo e sento ovunque non e' australiano!
Si tratta infatti dell' "Asian House Gecko" ed e' considerato come il rettile invasore di piu' successo in Australia.
Inizialmente accolto con simpatia, circa 60 anni fa, e' ora visto come un ospite indesiderato per la sua incredibile adattabilita' e l'aggressivita' con cui occupa il territorio a scapito delle specie autoctone.
A quanto pare ha invaso tutta la parte sud degli Stati Uniti mentre in questo continente si e' attualmente spinto fino a Byron Bay, nel NSW.

Insomma, e' una delle tante piaghe animali importate dall'uomo ed ovviamente un ospite della nostra veranda.

La notte arriva da chissa' dove e si apposta paziente nei pressi della luce esterna dove vanno ad appoggiarsi decine di insetti rincretiniti.
Grazie alla nostra luce accesa mangia come un Papa, e si diletta col suo richiamo dallo scopo a me ignoto.

Gia' qualche settimana fa avevo notato la sua cattiveria quando e' corso dall'altra parte del soffitto a scacciare un altro gecko che aveva avuto la brillante idea di arrivare e farsi subito notare col suo richiamo.
L'ha perseguitato per decine di minuti finche' il nuovo arrivato ha rinunciato al banchetto ed e' andato a nascondersi da qualche parte sul tetto.

Ma non e' finita li'.
Proprio durante una chiacchierata notturna con degli amici, il gecko-imperatore del soffitto ha dato vita ad una mattanza!

Due invasori si sono presentati nei pressi della luce, e se il primo era della stessa stazza ed abbastanza furbo da scampare agli attacchi furibondi del padrone di casa, il secondo era un minuscolo usurpatore alquanto sprovveduto. Strafottente, ha dato le spalle al Re sinche' non e' stato troppo tardi!
Il dittatore non ci ha pensato due volte e gli ha azzannato la coda che prontamente si e' staccata lasciando libero il corpo cui apparteneva.
I miei ospiti commentavano tra il divertito e lo schifato, quando la coda e' stata lasciata cadere tra i nostri piedi, ancora semovente.
Ma non era finita. Il Re ha dato la caccia al piccolo storpio per altri 5 minuti, mentre questi non ne voleva sapere di abbandonare il banchetto.
Alla fine, per il disgusto mio e dei miei ospiti, l'intruso ha perso pure la zampa anteriore destra, che non so dove sia finita!
(spero non dentro uno dei nostri bicchieri!)

Insomma, il simpatico gecko ci ha fatto passare l'appetito e la sete con una scena degna di Pulp Fiction!

Ricordatevi della cattiveria del gecko asiatico se e quando un giorno vi verra' in mente di cacciare insetti sui muri di casa!

martedì 15 febbraio 2011

Ma a me mi fa schifo!

(Ed aggiungo pure mo e mu!)

E' noto che da queste parti le cose veramente buone siano un miraggio.

Se si vuole fare colazione in giro, in generale vi propongono uova strapazzate, pancetta, burro, fette di pane, salsicce, funghi e pomodori. Il tutto da buttare giu' con un litro di orrendo cappuccino annacquato. (Sempre che riusciate ad accostare un cappuccino ad una salsiccia, per esempio..)

I fragranti pasticcini di pasta sfoglia ripieni di gustosa crema pasticcera non esistono.
Tutt'al piu' potete beccarvi una imitazione di croissant, grande circa almeno quanto un quaderno, fatto di puro burro (a questo proposito wikepedia conferma il fatto che i cornetti italiani contengono molto meno burro di quelli francesi e delle versioni anglosassoni), imbottiti di prosciutto e formaggio, qualche volta spinaci, da mangiare con coltello e forchetta!

Insomma anche la colazione va avvicinata con cautela e circospezione.

Capirete quindi la mia eccitazione, l'entusiasmo e la salivazione incontrollata quando in centro, poco prima di Natale, hanno aperto una cosa che da fuori sembrava una vera pasticceria.
Non credevo ai miei occhi ed infatti c'era poco da credere...

Ecco qua la stessa "pasticceria" aperta anche all'interno di un centro commerciale


A quanto pare siamo di fronte ad un business portato avanti dai giapponesi (credo) che si sono forse accorti della mancanza, sul mercato australiano, di vere pasticcerie italiane. E' mai possibile? Forse no, ma all'apparenza non fa una piega!

Ma sono forse famosi, i giapponesi, per i pasticcini alla crema?
Come dite?
Infatti.
Questi giappi si sono impossessati dell'apparenza italiana e si sono messi a vendere con successo delle cagate mostruose.
Ogni volta che ci passo vicino comincio a sbavare come un cane al guinzaglio e non mi controllo piu'. Allora con pazienza mi accosto alle vetrine e mi metto a leggere di cosa sono fatti quei finti pasticcini, in modo da suscitare in me ribrezzo e poter riprendere serenamente la passeggiata.
Ma insomma, direte voi, cosa vendono?


Per esempio, per 3 dollari e 10, potete gustare questo dolcetto attraente fatto con latte, uova, burro, curry, maiale, cipolla, patate e carote.
Oppure questo:

Leggermente piu' caro ma giustificato dalla presenza di latte, glutine, uova, pollo, burro, carote, piselli, cipolle, patate, paprika, mayonaise ed erba cipollina!


Ed ancora: seaweed (credo un'alga marina), latte, burro, curry, maiale, uova, formaggio e salsa di pomodoro.

Pancetta, formaggio, latte, uova e glutine.

Ora non venite a fare i saggi e a dirmi che tutto sommato, forse, sono pure buoni, e che bisogna sapersi adattare, perche' fino a prova contraria ci sono io qua ad adattarmi e non voi.

Vorrei proprio vedervi alle 7 del mattino inzuppare nel capuccino il Red Devil, foto3, e mandarlo giu' con golosita!

martedì 1 febbraio 2011

La comprensione


Se nel mondo ci fosse piu' comprensione le cose andrebbero meglio.

E' quello che ho pensato un giorno di qualche anno fa, appena arrivato in Australia.
Il mio inglese era letargico e fermo all'ultima inascoltata lezione delle superiori.

Dovevo prendere un treno per recarmi in centro e per sapere quando sarebbe arrivato ho schiacciato un tasto della colonnina apposita, che ha prontamente risposto con una frase simile a questa:


video


Francamente non capii niente.
Ricordo che per il fastidio provato schiacciai il tasto piu' volte, finche' non fui sicuro di ogni parola.
Adesso sembra incredibile, e mi chiedevo se qualche lettore italiano, dall'inglese in disuso, puo' dirmi se e quanto capisce della voce della stazione.
(Vietato riascoltare 5 volte! Vorrei il vostro parere a caldo dopo il primo vergine ascolto!)

Un secondo livello di comprensione dell'inglese lo fornisce la tv.
Ma non cio' a cui pensate voi.
Ho trovato ingannevole, per diverso tempo, le edizioni flash dei tg, gli "update" per cosi' dire, che di 30 minuti in 30 minuti fanno capolino tra un programma e l'altro.

Per non so quanto tempo ho creduto che fossero i titoli del tg imminente, ed ogni volta rimanevo a guardare cose insulse in attesa di un notiziario che non sarebbe iniziato. In ogni caso trovavo complicato capire le notizie data la velocita' con cui venivano propinate: solitamente 3 o 4 notizie principali in 30 secondi. Facevo appena in tempo a sintonizzarmi sull'argomento che la notizia era gia' finita.

Ecco qua un esempio di News Update.
Come vi sembra?


Ed adesso il terzo livello.

Quello stronzo di presentatore della situazione traffico ogni mattina ed ogni pomeriggio si fa il suo bel giretto in elicottero e ci racconta dove sono gli ingorghi, gli incidenti ecc ecc..
Ora non e' che non lo capisca, ma parla cosi' velocemente che mi fa venire i nervi.

Eccone un esempio catturato tra l'altro in una giornata in cui forse stava male, dato che va piu' piano del solito!
Credo che abbia fatto in corso di dizione supersonica o abbia in bocca un sassolino come Montesano quando, in quel film, doveva commentare le corse dei cavalli..

Queste tre velocita' di inglese parlato secondo me rappresentano abbastanza bene la capacita' di comprensione dell'utente straniero. Per lo meno per me hanno segnato dei traguardi netti per i neuroni che occupano la mia calotta cranica.