giovedì 23 febbraio 2012

Sanita'


Giorni fa ho dovuto dedicare tempo prezioso al rimborso delle spese sanitarie, operazione che in Banania sarebbe da tempi biblici e fegato corroso.

Ma andiamo per ordine.

In Australia non c'e' un medico personale. Nel senso che nessuno ha assegnato un dottore in particolare. Ognuno va dove meglio crede.
Di solito nei centri commerciali sono presenti delle sorte di cliniche che riuniscono 4 o 5 dottori, e che quindi, data la comodita', hanno un generoso bacino di utenti.
Ma in ogni caso, se vuoi vedere un medico, si tratta di telefonare a quello che piu' ti garba e prendere l'appuntamento.

Negli studi non c'e' mai la fila di gente moribonda come da noi. Basta presentarsi all'ora concordata e tempo 5 minuti si sta dicendo 33.
Dopo la visita, che viene classificata dal medico -tramite il pc- in base alla gravita' del paziente, si ritorna alla reception e la signorina in teoria gentile ci chiede il conto.
Solitamente per una cosa comune come l'influenza o il mal d'orecchie il costo della visita e' di circa 60 dollari.
Se il medico ritiene necessario una qualche analisi, in 4 e quattr'otto tira fuori il kit apposito usa e getta e seduta stante si ha una prima lettura delle urine o del sangue. Stesso dicasi se occorre una lastra per il piede fratturato del bambino.
Ovviamente il conto sale in proporzione, ma i tempi per queste prime valutazioni sono ridotti a zero.

Quando ci si appresta a pagare la signorina verifica se il paziente e' intitolato alla copertura da parte della sanita' pubblica. E' infatti in vigore da una decina d'anni circa una sistema pubblico il cui scopo e' sgravare la popolazione meno ricca dalle spese sanitarie di base.
Nonostante quindi ufficialmente la sanita' pubblica, e gli ospedali pubblici, esistano, la maggior parte degli australiani si affida comunque alle agenzie private ed alle loro offerte, sia perche' magari non rientrano nelle fasce aventi diritto all'aiuto statale, sia per poca fiducia nei servizi offerti dallo Stato. (Come sono ingenui.. vedessero quello che vediamo noi..)

Se capita di aver invece bisogno di una visita specialistica, bisogna prima recarsi dal medico di base il quale deve emettere "l'impegnativa", chiamamola cosi', con la quale e poi possibile prendere un appuntamento nello studio specialistico di nostra scelta.

Anche in questo caso tempi ridotti a pochi giorni d'attesa. Appuntamento, visita, pagamento. Lastre, ultrasuoni, endoscopie, raggi fotonici, pugni rotanti, alabarde spaziali? Fatto.

Ora, chi ha una assicurazione privata, ossia quasi tutti, paga e poi si preoccupa di avere indietro il rimborso delle spese previsto dal contratto.
E da qua ero partito.

Pensate alla mia attitudine mentale mentre mi recavo a chiedere dei soldi indietro con ricevute vecchie addirittura di qualche mese!
No, scherzo! Non vivo -piu'- mica in Banania!

Una volta seduto alla scrivania della signora e ho rovesciato una cartelletta di carte.
La tipa ha attivato il computer e ha cominciato a scartabellare tra scontrini e fogli vari, mentre io leggevo sorridendo l'avviso appeso al muro che ricordava ai signori clienti che non era possibile rimborsare spese piu' vecchie di 2 anni. (..ah! che ingenui..)

Ad un certo punto tragedia italica: uno scontrino non era accompagnato da ricevuta emessa dal dottore! Come si poteva fare? Semplice: la signora ha telefonato all'ufficio del dottore, dove un' altra impiegata in 5 minuti ha rintracciato la spesa di quel giorno, ha tirato fuori la fattura, e l'ha spedita via fax alla tipa seduta di fronte a me. Risolto.

A quel punto era tempo del rimborso. La tipa mi ha spiegato le percentuali per ogni categoria di spesa e mi ha detto il totale. Proveniente da una paese in cui avrei sicuramente perso tutto, ho sorriso come una pasqua e mi sono dichiarato soddisfatto.
(chissa' se la signora si stesse aspettando qualche lamentela..)

Ha quel punto ho tirato fuori il mio bancomat, la tipa l'ha passato sulla macchinetta, ha inserito l'importo, e i soldi erano sul mio conto. Fatto.

Gia', perche' se col bancomat i soldi possono uscire dal conto, perche' non ci potrebbero rientrare?

Insomma, ricordate la pubblicita' della Pick Indolor che diceva: "gia' fatto?"


ps: Quando si chiede il rimborso non si deve neanche compilare niente, basta infatti presentare la tessera di iscrizione all'assicurazione privata. Tutti i dati sono gia' li dentro, no? Ma queste sono cose dell'altro mondo per un mondo come la Banania..

2 commenti:

Eleonora ha detto...

Tu hai l'assicurazione privata?
Mi piacciono tanto queste storie a lieto fine...tutti questi "banani" che non capiscono la sanità privata. Io negli Stati Uniti mi son tolta tutti e 4 i denti del giudizio per un totale di $270, dopo assicurazione e rimborsi vari. Non possiamo lamentarci.

F ha detto...

Si, privata, per legge!
E' stato un mio caro amico, anche lui residente all'estero, a cominciare a riferirsi all'Italia come alla Repubblica delle Banane. Mi dispiace ma ha ragione: la Banania esiste e fa ridere, amaro, se ne stai lontano, e fa piangere se ci vivi.. :(